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Sfila a Los Angeles la mascolinità bohémien di Saint Laurent

Beatrice Trinci
10 Giugno 2019

Il finale della sfilata primavera-estate 2020 di Saint Laurent

Su un pontile di legno nero poggiato su un lembo nascosto della spiaggia di Malibu, a Paradise Cove, accompagnata dallo sciabordio dell’oceano, ha sfilato la collezione uomo primavera-estate 2020 firmata Saint Laurent.

A portare la sua visione rock-bohémienne a Los Angeles è Anthony Vaccarello, con una linea ad alto tasso di energia e glamour, che rende omaggio a Mick Jagger e alla Parigi di Serge Gainsbourg. Il risultato? Creazioni dal fascino misterioso e androgino, che sembrano fatte per spiriti liberi.

In passerella un esercito di giovani dalla forte personalità, vestiti di abiti scheletrici, caftani fluttuanti, camicie satin dallo scollo profondo, pantaloni vaporosi e cappelli da cowboy in raffia – il tutto impreziosito da pailettes, lustrini e da dettagli talmente effemminati da apparire per contrasto non solo intriganti, ma anche assolutamente mascolini.

Una collezione dove il nero conquista l’Uomo Saint Laurent da capo a piedi, che non guarda al passato con nostalgia, ma che intende celebrare il fascino pigro ed extratemporale della Città degli Angeli.

“Cercavo una nuova Marrakech, visto che l’originale è ormai decaduta – ha fatto sapere il direttore artistico della Maison – Ne ho ritrovato lo spirito a Los Angeles: la lontananza di questa città, l’assenza di storia, il ritmo lento mi fanno pensare alla ribellione degli anni Settanta”.

Ad applaudire l’estro nomade di Vaccarello tante star e amici, da Amber Heard a Laura Dern, da Miley Cyrus a Justin Bieber e Hailey Baldwin, fino all’immancabile Keanu Reeves, nuovo – e bellissimo – volto di Saint Laurent.



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