Balenciaga

Matteo Croci
4 marzo 2018

Una montagna di graffiti e maxi loghi fa da sfondo allo show firmato Balenciaga per il prossimo autunno-inverno. Da quando Demna Gvasalia ne ha assunto la direzione creativa, il brand ha iniziato un corso decisamente inedito che sta letteralmente facendo impazzire il fashion system.

Eclettico e provocatorio, il designer porta ancora una volta in passerella tutto e il contrario di tutto: streetwear e Couture, maschile e femminile – è stato il primo show co-ed del marchio –, oversize e slim fit, tessuti tecnici e fibre nobili sono gli ingredienti base del nuovo successo, mixati abilmente senza rigore e risultando, proprio per questo, irresistibili.

In apertura, un elogio alla Couture di Cristòbal e alla sue amate silhouette, che piano piano lasciano il posto all’attitudine street e ai giochi di sovrapposizioni, veri protagonisti della collezione: il rigore dei blazer doppiopetto, i cappotti scultorei, le gonne longuette in tartan, gli chemisier e i minidress si indossano con giacche imbottite e felpe, per un risultato esagerato nei volumi, nelle forme e nei colori.

Demna non si ferma davanti a nulla e porta in scena una palette di tonalità acide e vivaci come il verde lime, il turchese, il ciclamino e il blu elettrico.

Non manca poi il lettering che, per la prossima stagione, si declina in numeri di telefono stampati sulle camicie maschili e nella scritta World Food Program, a simboleggiare l’impegno del designer nei confronti dell’organizzazione umanitaria che lotta contro la fame nel mondo.

La passerella diventa quindi un veicolo per comunicare messaggi importanti: del resto il successo incredibile di Balenciaga – che nell’orbita di Kering ha segnato il ritmo di crescita più alto – non poteva essere associato solo al mero estetismo, che è esattamente ciò che, volutamente, manca.