Chanel

Martina D'Amelio
23 gennaio 2018

Un intimo giardino alla francese accoglie gli ospiti all’interno del Grand Palais accorsi per assistere all’ultima fatica Haute Couture di Karl Lagerfeld per Chanel: una location semplice (al di sotto delle aspettative?) per una collezione botanical e ricercata (che le supera tutte).

Un luogo ameno ma realistico. Dove romantiche signore si concedono una chiacchierata tra donne en plein air. Di cosa conversano non è dato sapere, ma di certo sono vestite di tutto punto: d’altronde il buon gusto è di casa, quando si parla della Maison dalla doppia C. Ed ecco quindi comparire velette ricercate adornate da fiori a contrasto, tailleur in tweed impreziositi da pietre e cristalli, abiti a corolla che sbocciano sontuosi. Intorno alla grande fontana a cascata d’ispirazione liberty installata per l’occasione al centro del jardin voluto dal Kaiser si susseguono modelle d’altri tempi – anche se tra loro non può mancare la pupilla Kaia Gerber, la Millennial per eccellenza che sembra quasi goffa agghindata com’è in panni da Belle Epoque. Sinceramente Haute Couture: modelli leggiadri nei colori della primavera-estate 2018, tinti in pastelli rosa, grigio, azzurro, con tocchi naturali di verde e corallo, all’apice del bon ton. Lunghezze studiate, micro guanti ladylike, corpini ricamati, gonne di tulle e nuvole di piume completano il quadretto.

Eppure queste novelle dame delle Camelie, enigmatiche al punto giusto da mascherare le origini nobili o cortigiane, camminano a passo sicuro e incantano la platea non solo in abito da sposa, ma anche nell’abito da cocktail che si concede, tra paillettes e sfavilli, velate trasparenze. Boccioli in fiore: niente camelie, solo rose. Per un defilé autentico che attinge al passato, ma celebra la giovinezza del presente.