Christian Dior

Luca Antonio Dondi
2 luglio 2018

© Adrien Dirand

Per la collezione Haute Couture autunno-inverno 2018/2019 di Christian Dior, Maria Grazia Chiuri arriva a cimentarsi con l’eleganza più pura: tagli semplici che nascondono lavorazioni complesse, materiali pregiati e silhouette che scolpiscono il corpo delicatamente.

In un set fatto di manichini bianchi e bozze degli abiti in passerella, viene fuori tutto il lavoro, la passione, l’arte e l’artigianalità che donne e uomini adoperano e trasmettono tra le mura degli ateliers in Avenue Montaigne. Maria Grazia Chiuri apprende qui i codici della Couture per poi rettificarli e stravolgerli in maniera sofisticata, sottile, quasi impercettibile: “la Couture oggi è prima di tutto un gesto concettuale”, si legge nel comunicato stampa diramato dalla Maison, “un ready-made duchampiano”, a sottolineare il valore artistico di abiti degni di essere considerati autentiche opere d’arte.

E perciò, con una palette smorzata che non attira l’attenzione su di sé ma sulle creazioni di alta sartoria, la Couture secondo la Chiuri è formata da tagli semplici ma ben studiati, forme dinamiche garantite dalla sovrapposizione di pieghe, trasparenze suggestive che evocano sensualità, tonalità nude che indicano purezza. L’iconica Bar jacket si arricchisce di maniche a pipistrello movimentando la rigidezza del tailleur, i cappotti si allungano fino a ricoprire gli abiti, i midi dress bon ton si adagiano con dolcezza alle curve di chi li indossa. Tornano sulla passerella di Dior gli abiti di tulle ispirati ai tutù delle ballerine, più eterei e raffinati che mai: stretti in vita da un’esile cintura, con diverse tipologie di corpetto e ricami ton sur ton delicati e impalpabili.

Poi, come ogni ragazza parisienne che si rispetti, il classico beret e le raffinate décolleté con tacco virgule completano il quadro – è il caso di dirlo – che ritrae l’eleganza attraverso gli occhi della Chiuri. Un’eleganza che è frutto di sofismi e lavorazioni dettagliate da veri couturier, come dimostra, sul finale, l’abito da sera in double di seta rossa cucito in un unico pezzo: maestoso, scultoreo, femminile e silenzioso. Come vorrebbe Monsieur Christian Dior.