Dior Homme

Luca Antonio Dondi
20 gennaio 2018

 

Forever young. Kris Van Assche, direttore creativo delle collezioni Dior Homme, analizza ed esplora la dualità e la sinergia tra gli anni Novanta e il mondo di oggi, tra la vecchia generazione che da ribelle si fa classica e i Millennials che scavno nel passato.

Classi, stili, target a confronto in una continua evoluzione che causa la costante ricodifica del menswear e, soprattutto, del tailoring. Portavoce di questo cambiamento l’ex modello Cameron Alborzian, icona anni Novanta e protagonista del video “Express Yourself” di Madonna, che apre il défilé in un perfetto completo sartoriale doppiopetto ribaltando l’iconografia a cui ci aveva abituati qualche decennio fa. Insieme a lui altri top model di quegli anni indossano abiti sartoriali, briefcase di pelle, stringate lucide e cappotti su misura, affermando il ritorno alla tradizione e all’eleganza classica dell’uomo agée. Al contrario, se l’ex clubber ormai è diventato businessman, il giovane d’oggi si diverte a prendere in prestito gli abiti del suo guardaroba: jeans a vita alta fluidi e layering di polo, tank tops, gilet e pullover sono la divisa di una new generation pronta per farsi scattare fotografie street style.

L’eterna giovinezza rivive sui capi grazie al tattoo tribale simbolo dell’adolescenza che compare stampato o ricamato su capispalla, completi, camicie e t-shirt; gli abiti sartoriali, invece, dimostrano un ritorno al made to measure e alla qualità artigianale grazie all’etichetta “Christian Dior Atelier” cucita sulla manica dei blazer. Così avviene l’incontro-scontro di due epoche secondo chi, come il designer belga Kris Van Assche, le vive, le ha vissute e vorrebbe continuare a viverle almeno fino al prossimo autunno-inverno 2018/2019.