Emporio Armani

Alessandra Cesana
20 settembre 2018

Tutto ha inizio nel 1996: sull’hangar dell’aeroporto di Milano Linate campeggia la scritta “Emporio Armani”, che, da quell’anno, accoglie e saluta migliaia di persone ogni giorno. Cullato dal passato, Giorgio Armani presenta per la prima volta in questa location incredibile e inusuale la collezione primavera-estate 2019 della sua linea informale, portando in passerella sia la moda femminile che quella maschile, per una sfilata co-ed.

Emporio Armani Boarding, si legge sui tabelloni delle partenze. Così circa 2300 invitati si sottopongono a controlli di sicurezza per partecipare all’attesissimo fashion show (molto fashion, ma soprattutto molto show). Il coinvolgimento di un numero così importante di ospiti ha a che fare con la location. L’aeroporto è crocevia di tante, tantissime persone, è aperto verso il mondo e il progresso, ma è anche legato alla storia del brand. In passerella sfila la sintesi di questi valori, a metà tra passato e futuro, con oltre 200 look.

Nella prima parte dello show prevale il grigio, colore iconico della Maison, con altre tonalità neutre. Si passa poi al blu, per poi arrivare al verde acido, inaspettato protagonista della collezione. Le forme sono morbide, senza impedimenti e troppe costruzioni, per una moda veloce che non rinuncia però all’eleganza. Se i materiali strizzano l’occhio allo streetstyle con vinile, pvc, nylon e denim, la linea Emporio si rivolge soprattutto alle nuove generazioni.

Armani (84 candeline appena spente) custodisce ancora un animo fresco e giovane che, collezione dopo collezione, è sempre in grado di sorprendere, ma qui, all’hangar, ha raggiunto l’apice: prima con i look della sfilata e poi con Robbie Williams che, con giacca di paillettes e kilt blu, ha trasformato il fashion show in un concerto, omaggiando gli anni Novanta e l’amatissimo Re Giorgio.