Ermenegildo Zegna

Alberto Corrado
11 gennaio 2014

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Natura, bellezza e maestosità è la triade della nuova collezione per l’uomo cittadino, elegante ma forte e informale al tempo stesso.
Stefano Pilati traccia, esplora, conferma, mischia i concetti assoluti relativizzandone le origini: il formale si fonde allo sportswear; i toni scuri ai chiari; le nuances ai grafismi; le textures alle superfici; la funzionalità al diletto; il naturale al tecnico. E’ cosi che lane fini, cashmere nobili e pregiata vicuna si portano con covers sportivi, nylon e sete giapponesi, lane miste al cordura o al kevlar.
Nei capi-sfilata lo sportivo diventa eleganza, il formale è presentato a “layers” di tessuti pregiati, definendo delle silhouette che seppur identiche tra loro, performano in maniera opposta secondo la loro fabbricazione.
Scarponi sportivi fatti a mano, costruiti con sublime artigianalità unita a tecniche moderne di termosaldatura e utilizzando pellami ad hoc patinati, finiscono il look da “esploratore urbano”, il cui stile originale, classico, sregolato nella sua formalità, sottolinea l’identità Zegna di “sempre”.
Il “sempre” inteso filosoficamente e concettualmente come “assoluto”.
Un vero universo di messaggi anche nella scelta della soundtrack che ispira il silenzio che sembra appartenere allo spazio, ma che silenzio non è. Una quiete dai suoni spaziali accompagnata da The Seasons – Autumn Song – Op. 37b di Tchaikovsky, si alterna a suoni di vita contemporanea urbana, simbolicamente rappresentata da alcune città alle quali Pilati ha assegnato delle melodie anch’esse “assolute”: New York il jazz/Shanghai la musica tradizionale/Milano l’opera.

Alberto Corrado

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