Etro

Marisa Gorza
13 gennaio 2014

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L’abito tradizionale si esprime in una rigorosa ricerca e finalmente… non contaminata dall’abbigliamento casual e da dettagli esageratamente high tech. Etro, con la collezione maschile che anticipa lo stile dei giorni freddi del futuro, rende un chiaro omaggio alla sartorialità pura. Un tributo soprattutto all’opera dei sarti pugliesi che da generazione in generazione trasmettono il loro sapere, la loro capacità di creare con le mani sì, ma anche con il cuore. Non per niente l’immaginifico Kean Etro, alternandoli agli aitanti modelli, fa sfilare sarti e sartine, conscio del loro contributo competente e silenzioso. Indispensabile per la creazione di ogni abito.
Linee attillate e slanciate per il classico completo color panna e pure per le giacche tailoring, dove un disegno paisley si affaccia discreto sullo sfondo in tinte pastellate: arancio , giallo, ocre, marroncino. Sempre aderente la linea dei pantaloni ed ogni silhouette, netta e precisa, si arricchisce di gilet da dandy in tricot a quadri scozzesi o in seta jacquard nelle immancabile stampe cravatteria. Intanto le camicie disegnate sul corpo palpitano di una estrosità colorata che allontana il vecchio e regala vita nuova. Il tutto si scalda con giacconi corposi, o con il cappotto squadrato in grosso panno pied de poule, rubato agli anni Cinquanta. Decennio che ispira pure la valigia rigida in cuoio e le scarpe con i lacci in pelle rivestita nei tipici tessuto del guardaroba da uomo. Così mentre si rende omaggio al passato si salvaguarda il futuro.

Marisa Gorza

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