Fendi Couture

Mirco Andrea Zerini
4 luglio 2018

Silvia Venturini Fendi e Karl Lagerfeld presentano a Parigi la sfilata Fendi Couture autunno-inverno 2018/2019. Dopo la svolta green di alcuni brand di lusso – Gucci, Versace e Michael Kors solo per citarne alcuni – anche la Maison italiana sembra aver cambiato rotta: finisce ufficialmente – almeno per il momento – l’epoca della sfilata Fourrure, che lascia spazio ad un nuovo concept, che ha fatto letteralmente sognare il pubblico in sala per il sapiente utilizzo dei materiali.

La pelliccia non è più l’elemento cardine della collezione, ma l’effetto è stato ricreato grazie a lavorazioni artigianali tra le più sofisticate: il montone è travestito da visone, il velluto sembra astrakan, l’organza si finge pelle.

In scena cappotti sartoriali elegantissimi, ma grande spazio è stato riservato anche agli abiti giocati in un tripudio di rose 3D, pizzi e ricami; non manca poi il tailleur, realizzato in una cascata di paillettes per vestire una donna dall’innato savoir faire.

I tessuti abbracciano il corpo femminile come in una sinfonia armonica e creano un effetto di movimento all’unisono con le grafiche e le stampe multicolor: cromie pastello, tonalità vivaci, effetti trompe l’oeil, motivi chevron garantiscono quel twist che rimane impresso sui capi, ispirati alla “pittura pura” di un universo Orfico e al rigore del Neoclassicismo.

Una vera rivoluzione per la Maison romana, che ha però dimostrato di sapersi adattare alle contingenze, trasformando la sua cultura e rendendola più affine alle richieste di mercato del momento: sarà solo un trend o possiamo dichiarare finita l’epoca della pellicceria?