Giambattista Valli

Matteo Croci
5 marzo 2018

Contemporanea, multiculturale, innovativa: sono questi gli aggettivi perfetti per descrivere la collezione autunno-inverno 2018/2019 firmata Giambattista Valli che ha sfilato sulle passerelle di Parigi, ormai la città d’adozione dello stilista italiano.

Valli stravolge completamente i suoi canoni e gli essential che l’hanno reso celebre e amatissimo per aprirsi ad universi nuovi ed inesplorati, che partono dal Medio Oriente e da lì proseguono verso la definizione di un’estetica nuova, che contempla l’inclusione e l’apertura al prossimo.

Non più il bello in quanto tale, ma una serie di abiti e accessori pensati per comunicare e veicolare un messaggio importante, che si concretizza nelle lunghe tuniche a tinta unita o in fantasie floreali, nelle tute workerwear in denim, nelle pellicce voluminose e nei completi con bluse in seta e pantaloni cinque tasche.

Una collezione molto più pragmatica, che non rinnega il passato glorioso fatto di longdress eterei, volant, sovrapposizioni e tulle, ma che li utilizza in una veste nuova.

Sul finire, l’estro di Giamba fuoriesce in maniera eclatante con due proposte – una ciclamino e l’altra verde acqua – che creano un gioco vedo non vedo sofisticato, nascondendo e mostrando il corpo femminile tra trasparenze e ruches discrete.

Lontano – forse temporaneamente – dal romanticismo che ha caratterizzato le stagioni passate, lo stilista non smette comunque di stupire: “È un viaggio alla ricerca di se stessi che si confronta con differenti influenze. Ho voluto un mix di culture, una libertà totale di espressione, per far capire che può esistere un’armonia straordinaria nel mondo, senza lasciarsi condizionare dalla globalizzazione”.