Givenchy

Matteo Croci
23 gennaio 2018

 

Parigi ospita il debutto di Clare Waight Keller, alla prima prova con l’Haute Couture firmata Givenchy.

La designer – in carica dallo scorso anno dopo aver lasciato Chloé – ha deciso di portare in passerella non solo la collezione femminile, ma anche un’inedita linea maschile made-to-measure: una novità inaspettata.

I canoni della celebre Maison di moda rimangono immutati, ma con un’allure dark che contraddistingue il brand da quando Riccardo Tisci ne aveva assunto la direzione. Gli abiti e i tailleur sartoriali alternano il bianco e il nero esibendo una femminilità assoluta, ma non mancano anche spruzzi di colori vivaci per i corpetti, le ruches e i volant di longdress e gonne, le piume che fanno capolino da capispalla total black.

Sensuale e provocante, la donna Givenchy non ha paura di mostrarsi attraverso le trasparenze dei pizzi o dello chiffon, in un effetto di vedo non vedo molto attraente.

Il made-to-measure maschile è invece solo accennato: Clare porta in passerella tre look, esemplificativi della sua intenzione di rendere la Couture anche un appannaggio del sesso forte, soprattutto in termini di sartorialità estrema. Un caso emblematico, perseguito fino ad oggi solo da Dolce&Gabbana con le sfilate di Alta Sartoria.

Che sia l’inizio di un cambiamento storico nel Fashion world? Non possiamo averne la certezza, ma di sicuro la designer ha lasciato fin da subito un’impronta indelebile. Se fosse infatti l’inizio di un nuovo corso, Clare sarà ricordata come il pioniere di una rivoluzione epocale. Onore al merito.