Hermès

Martina D'Amelio
3 marzo 2018

Nadège Vanhee-Cybulski goes fetish chic sulla passerella di Hermés: l’autunno-inverno 2018/2019 è un inno magnetico, sofisticato e quasi maliziosamente sussurrato.

Un sibilo – inatteso – nel vento: sarà l’insolita location, un bosco alla luce incantata del crepuscolo nella serra eretta per l’occasione nel giardino Victor Duruy, ma l’atmosfera è più magica del solito e contribuisce a regalare a questa linea un tocco sexy, affascinante, femminile.

E infatti tra luci arancione Hermès, sinfonie classiche e rumori naturali a calcare il catwalk è una donna amazzone che ama coprirsi di leather total black: trench strutturati e annodati in vita, pencil skirt high waist, bluse second skin, skinny pants si indossano con alti stivali di camoscio a contrasto e guanti da cavallerizza, per affrontare il quotidiano a colpi di stile. Non manca un filone utilitary chic, anch’esso nuovo nel linguaggio della Maison, che fonde la classica cappa con dettagli military green e color lime, le camicie trasparenti con le skirt in panno e lana, lunghi cardigan con maxi tasconi fino alle tute workwear e pantaloni ampi al ginocchio che si alternano a scivolati chemisier di chiffon e giocano con rossi, verdi, biscotti.

Il leitmotiv è il clou Médor, la famosa “borchia” Hermès, declinata come iconico pattern o dettaglio di stile sulle giacche in piuma, le cinture high waist, i profili degli abiti, le impunture in pelle matelassé. Incursioni Navajo confondono le idee ma rendono questa donna ancora più contemporanea e sfaccettata del solito. Se dovessimo scegliere un solo aggettivo, la definiremmo “lussureggiante”. Ma aggiungiamo: “magnetica”.