Loewe

Beatrice Trinci
22 Giugno 2019

“Per il marchio gli anni Settanta sono stati davvero un grande momento e volevo tornare a quello splendore”. È partendo da queste parole che Jonathan Anderson presenta a Parigi la collezione primavera-estate 2020 di Loewe, portando in passerella un uomo leggero, errante e libero.

Accompagnato da “Hey Moon”, la melodia cantata dall’artista americano John Maus, e dalle opere di Hilary Lloyd sulle pareti, sfila sul défilé un uomo nomade e bohémien, che si veste di linee morbide ed essenziali, in un inno al viaggio che da Cadaqués, gioiello tra le insenature della Costa Brava, si espande fino in Asia, senza dimenticare i deserti più remoti.

I capi da non perdere? Al via libera pantaloni ampi da indossare con vestaglie orientaleggianti e maxi camicie da lasciare aperte, lunghe tuniche Marocco-inspired con scollo a V, in camoscio o in cotone, tinta unita o rigate, abbinate a pantaloni palazzo in lino. La pelle lucida e il suede occupano una parte importante della collezione, utilizzati soprattutto per impreziosire salopette destrutturate e trench colorati dalle nuance della terra. Ma a casa Loewe torna anche il sartoriale, inedito e contemporaneo, con smoking in lana e soprabiti sfoderati dal taglio over e blazer doppio petto con revers a lancia.

A smorzare le silhouette – a tratti austere – della Maison, gli accessori: dalle calzature, tra sandali gladiatore, mocassini zebrati, scarpe da barca ed espadrillas stringate in paglia, a maxi borsoni rigati, fino all’iconica Puzzle bag, reinterpretata e destrutturata per la prossima stagione.