Maison Margiela

Vittorio Francesco Orso Ferrari
26 settembre 2018

La nuova collezione primavera-estate 2019 firmata Maison Margiela nasce da un ammutinamento (“mutiny”) consapevole, una rivolta alla tradizione sociale del passato, una cosciente presa di posizione del proprio essere nel tempo e nello spazio.

Un inno alle nuove generazioni, forti e piene di sé, capaci di sopportare difficoltà e scavalcare convenzioni, riecheggia in passerella.

La funzione sociale è la chiave di lettura di questa collezione trasgressiva e rivelatrice: la moda genderless, ibrida fin nel proprio DNA, trova forma nella visione artistica di John Galliano.

La fluidità diventa vibrazione cosmica di fondo, legante indissolubile di una comunità che si è saputa riscoprire in una nuova visione social, androide, tecnologizzata e genderless.

Sono i millennials ad urlare a gran voce il cambiamento: Willow Smith, Hanne Gaby Odiele, Molly Blair e Princess Nokia, capaci di incarnare questa pacifista estetica ribelle e non convenzionale.

Tessuti grezzi come il feltro o il tweed disegnano giacche, poncho e cappotti dallo spirito punk, intagliati e ritagliati a laser, fatti di volumi oversize e forme dalle proporzioni sbagliate.

Borse e leggings dalle sfumature spaziali si affiancano invece ad accessori extra: stivali texani vestono cowboy intergalattici, mentre sandali in vernice metallica dal maxi plateau, cappelli a cilindro extra large e funzionali macchine robotiche porta cellulare riscrivono infine il messaggio sociale dello stilista inglese.

La collezione coincide anche con il lancio della prima fragranza, “Mutiny” appunto, creata dal direttore creativo John Galliano in occasione della sfilata parigina.