Marni

Luca Antonio Dondi
16 giugno 2018

In un garage ai piedi della Torre Velasca di Milano va in scena la primavera-estate 2019 al maschile secondo Marni: una contaminazione tra sportswear e grunge che punta tutto sull’eccentricità, in pieno stile Francesco Risso.

Sull’atipica passerella prende vita un’olimpiade immaginaria – a detta dello stesso designer – in cui l’importante è esserci e dove i canoni estetici, fisici e morali si annullano. Partecipare e divertirsi, poco importa il come e il perché: modelli di ogni tipologia scendono a passo svelto lo scivolo del garage esibendo look sportivi rettificati in chiave Marni, mentre gli ospiti siedono su colorate fit ball negli slot delle auto.

Ci sono il comfort dei capi da skate, le maxi righe rubate ai campi da golf e le polo prese in prestito dai tornei di tennis, gli accappatoi da wrestler usati come soprabito e i maxi bomber che sembrano contenere un paracadute. I volumi sono morbidi e fluidi per t-shirt e bermuda sovrapposti così come per gli abiti più sartoriali, sempre meno formali e più over. Colori brillanti, righe, check, fiori e poi le stampe con i nudi pittorici di Betsy Podlach e le foto soft porn di Florian Hetz. Scarpe da bowling e ciabatte da piscina, baseball cap e baschi oversize, calzini spaiati e occhiali a mascherina.

L’uomo di Marni sperimenta e gioca, osa e provoca, sovverte le regole e ne crea di nuove. Nella moda, come nello sport, contano l’impegno, la tenacia e la temperanza. E Francesco Risso questo sembra averlo capito bene, dimostrandolo collezione dopo collezione.