N°21

Matteo Croci
15 gennaio 2018

 

Normal-chic. È così che potremmo definire la sfilata pensata da Alessandro dell’Acqua per N°21, che racconta il viaggio di riflessione dell’uomo attraverso i paesaggi assolati e desolati della California, tra lunghe strade rettilinee, motel e bar.

Una collezione classica ed essenziale, libera dai significati canonizzati dal Fashion system e dallo styling negli ultimi decenni, che si compone di capi spalla in panno, pantaloni dritti, parka, camicie rigate e maglieria.
Tutto è irrimediabilmente basic, ma riletto alla luce di una libertà assoluta, conquistata e conservata dall’uomo del brand, che nella sua modernità risulta essere classico.

Non mancano però dettagli che rendono i capi dei veri e propri oggetti del desiderio: il parka si declina in nylon tartan o con l’interno di peluche, le camicie hanno le stampe di cartoline vecchie, nascoste in un cassetto e riscoperte con stupore, i cappotti nascondono dettagli in neoprene.
Tra gli accessori, gli irrinunciabili voluti dalle ultime tendenze: marsupi in nylon monocromo o tartan e boots montati su una suola da running.

È tutto così in linea con la filosofia e l’animo del brand da risultare estremamente riuscito e portabile, pensata proprio come una sorta di liberazione da regole e costrizioni, per vivere la moda come un continuo ritorno di tendenze e stili.
Con questa collezione, Alessandro continua a sottolineare la profondità e la concretezza del suo uomo ideale, attento più ai dettagli pragmatici e tangibili che scandiscono la sua esistenza e meno a quella ricerca di estetica estrema che imperversa negli ultimi anni.