Philipp Plein

Alberto Corrado
12 gennaio 2014

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L’uomo immaginato dal designer Philippe Plein è un cowboy che irrompe nel Teatro Alcione trasformandolo in una una vera cittadina nella prateria.
Irrompe a cavallo il Noir Cowboy per creare scompiglio e dare prova del proprio coraggio.
Fra le sue rocambolesche acrobazie inizia lo spettacolo: una bruciante storia d’amore dove la bellezza scatena gelosie e passioni. Oggetto della contesa, naturalmente la bellissima “squaw” e nuova rivelazione del rap, Angel Haze – Raykeea Angel Wilson all’anagrafe.
E da qui inizia il rodeo dark e gotico, con i modelli che sono vestiti di nero da capo a piedi, con dettagli di pelle lucida e velluto; segno distintivo i cappelli, le frange, i cinturoni con la fibbia argentata gigante.
Un uomo da saloon che non disdegna il petto nudo sotto i giubbotti e osa anche il camouflage in diversi toni di nero.
Gli unici tocchi di colore sono dati dalla flanella a scacchi rossi e neri, un richiamo al grunge dei primi anni Novanta tornati prepotentemente in auge nella moda: un noir cowboy che predilige uno stile un po’ sopra le righe, fatto di microborchie che bordano le giacche, a contrasto con lunghi caban e giacche di pelle da saloon metropolitano.
Il Selvaggio West. Terra di frontiera, dove tutto è ancora da scoprire e da costruire.
Dove ancora non esistono regole e si è davvero liberi. Una nuova, grande avventura che Philipp Plein ha fatto rivivere nel cuore di Milano.

Alberto Corrado

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