Rick Owens

Alessandro Brazzelli
20 Giugno 2019

A Parigi va in scena l’autentico immaginario di Rick Owens, arricchito ancora una volta di significati personali. La collezione primavera-estate 2020 andata in scena al Palais de Tokyo riflette sullo scenario politico americano odierno e sulle sue origini.

Intitolata Tecuatl, che altro non è che il cognome da nubile di sua nonna materna, è la prima collezione di Rick Owens che esplora parte della sua infanzia, senza il benché minimo riferimento folkloristico – ma piuttosto moderno e ribelle, soprattutto nella politica anti messicana del governo attuale.

I colori principali della collezione sono il bianco e il nero, intervallati da qualche tocco di gold, silver e verde fucsia.

La silhouette è scultorea, oversize e in alcuni casi le giacche sono rivestite di paillettes, dettaglio chiave dei costumi che indossavano le donne di Puebla, città natale della nonna dello stilista. I look proposti rappresentano un mix tra workwear, tailoring e futurismo. Ci sono tute one piece, pantaloni baggy in tessuti metallizzati super shiny e avvolgenti capi in pelle dalle sembianze di una ragnatela.

Presentata anche la collaborazione con Veja, brand sostenibile con il quale il designer ha lanciato alcuni modelli di calzature, e Champions per l’abbigliamento sportivo.

Anche l’artista Thomas Houseago è stato coinvolto a collaborare con un’installazione e dal punto di vista stilistico per alcuni pezzi speciali della collezione, tra cui gli stivali con platform e tacco trasparente e alcune tipologie di sandali.