Schiaparelli

Matteo Croci
22 gennaio 2018

La Maison Schiaparelli inaugura la settimana dell’Haute Couture, in programma a Parigi fino al 25 gennaio.

Forti influenze dalla cultura africana dei Masai – lontana e allo stesso tempo estremamente affascinante – animano la passerella: un omaggio diretto all’indimenticabile Elsa e alla Pagan Collection del 1938.

In passerella una creatura angelica immersa in un paesaggio ameno, colta mentre indossa abiti da sogno, che sembrano auspicare un ritorno alla terra e alla natura: un patrimonio da difendere dai soprusi dell’uomo moderno, sempre più dedito allo sfruttamento intensivo.

L’animo Couture del celebre marchio sta più nei dettagli e nei ricami che nei capi, creando un mix and match tra semplicità e ricercatezza. È così che su chemisier, camicie e field jacket – capi più adatti al daywear – fanno capolino farfalle, insetti ed altri soggetti del mondo animale, mixati a ricami faunistici e incursioni esotiche. Non mancano poi i richiami etnici, che si rintracciano nell’uso dei jacquard e nelle frange multicolore.

Come nella migliore delle tradizioni, i longdress vestono una donna che è sognatrice e pragmatica allo stesso tempo: ruches, volant e giochi di sovrapposizioni contribuiscono a renderli indimenticabili, in perfetto stile Schiaparelli, rieditati e rivisiti dal creative director Bertrand Guyon.