Tom Ford

Martina D'Amelio
6 febbraio 2018

Meno male che c’è Ford. Lo stilista replica con il womenswear a pochi giorni dalla sua sfilata uomo alla New York Fashion Week e dimostra che il fascino eccentrico americano è ancora in grado di stupire.

La collezione per l’autunno-inverno 2018/2019 andata in scena al Park Avenue Armory, è un omaggio alla Los Angeles degli anni Ottanta: pelliccia fake, paillettes, stampe pitonate e animalier, patchwork si rincorrono sui mini dress, sui completi dal taglio maschile, sulle giacche dalle spalline pronunciate, sui leggings second skin, sulle tute athleisure, sui bomber di raso, sui cappotti oversize.

Il mix è ai limiti dell’esoso: colori fluo e acidi, scollature ampie e lunghezze mini, tagli attillati e strategici cut-out. Sono gli accessori però a catalizzare l’attenzione, eletti a portatori di messaggi tra lo scanzonato e l’impegnato, dalla bag Natalia alle slingback “Pussy power” (che “fanno” al caso Weinstein) fino a “Tom Ford of Beverly Hills”(che invece ricorda lo storico store del brand in Rodeo Drive).

A completare il look Eighties, maxi hoop earrings di cristalli, fasce di pelle tra i capelli, calzini a rete. La prima impressione è: ribelle certo, forse un po’ troppo? Eppure la patina stravagante volutamente esagerata sembra nascondere una ben più importante comunicazione subliminale, come dimostrano gli applausi di star e attrici in prima fila, da Julianne Moore a Elizabeth Banks a Gina Gershon, fino alle modelle Hailey Baldwin, Doutzen Kroes e Rosie Huntington-Whiteley. Dopo la profusione di semplici t-shirt black and white che hanno invaso le passerelle, Tom Ford dimostra che la protesta può avere mille forme. Tra cui, quella di mirabolanti lustrini.