Valentino

Luca Antonio Dondi
4 luglio 2018

Scene tratte dalla mitologia greca impresse su capi maestosi che esprimono un ideale tutto moderno di bellezza: questa l’Haute Couture secondo Valentino che Pierpaolo Piccioli presenta in chiusura della settimana dell’alta moda di Parigi.

Largo all’eccentricità, alla stravaganza, ai colori brillanti e ai tessuti scintillanti: la collezione Haute Couture di Valentino è frizzante e dinamica, forte e audace. In passerella si incontrano gli Dei greci e David Bowie, il Rinascimento e Pier Paolo Pasolini, il Medioevo e Liza Minelli. Come? Sotto forma di cappe sontuose in seta e mikado intarsiati con le storie di Leda e il cigno e Narciso, mantelli in chiffon ricoperti di paillettes, bluse in lamé, tuniche con i ricami di Apollo e Dafne, abiti dorati che sembrano armature e long dress in taffettà dalle proporzioni ingigantite. Ma se l’abilità di Piccioli sta anche nel proporre pantaloni e bluse, bermuda e top di chiffon nelle collezioni Couture, gli abiti per principesse 2.0 non mancano mai a catalizzare l’attenzione lasciando tutti – il Signor Valentino Garavani in persona compreso – a bocca aperta.

Tra le creature magiche più sorprendenti dell’universo di Piccioli compare una vaporosa Kaia Gerber in un sontuoso abito di piume con un’acconciatura cotonata anni Sessanta che è già passata alla storia; e poi gli abiti con finissimi broccati a filo d’oro e ricami di perle e cristalli e un vestito rigorosamente rosso Valentino che scivola fluido sul seno lasciando dietro di sé uno strascico da vere regine. Un’altra magistrale esecuzione del lavoro di sartoria che dimostra che la moda è ancora sogno, aspirazione, maestosità e bellezza nel significato più autentico del termine. Solo con un pizzico di modernità e stravaganza in più, quanto basta per rendere unica ogni collezione firmata Valentino.