Valentino

Luca Antonio Dondi
23 Gennaio 2019

A chiudere con una collezione magistrale la Paris Couture Week ci pensa Pierpaolo Piccioli che all’Hôtel Salomon de Rothschild ha presentato i capi d’alta moda per la primavera-estate 2019 di Valentino.

Un tripudio di colori brillanti, silhouette architettoniche e intarsi preziosi hanno inondato di bellezza le sale del palazzo lasciando tutti gli ospiti attoniti e stupiti. E c’è addirittura chi, come Celine Dion seduta in prima fila accanto al signor Valentino Garavani in persona, non ha saputo trattenere le lacrime di fronte a una collezione così potente e ricca sotto ogni aspetto.

Con un post su Instagram la Maison ha dichiarato che ad ogni abito è stato dato il nome di un fiore che lo rappresenti o da cui è stato ispirato e, a ben osservare la collezione, sembra proprio che la primavera sia improvvisamente esplosa a Parigi. A ricordarla, in primis, proprio una serie di bouquet floreali stampati, ricamati, intarsiati e applicati sugli abiti eterei; poi i volumi gonfi ma delicati, vaporosi e leggeri come boccioli che hanno appena visto la luce; ed infine i colori accesi, vitaminici e squillanti come la più bella delle stagioni. Ancora una volta Pierpaolo Piccioli punta ad abbinamenti forti per mise color block dedicate al daywear che lasciano a bocca aperta tanto quanto gli abiti da sera: c’è un cappotto in seta ocra con una blusa perlata e un paio di pantaloni turchesi; un top di piume che culmina in uno spettacolare strascico abbinato a un paio di pantaloni palazzo arancione fluorescente; un bolero giallo zafferano con camicia dal taglio maschile e long skirt a portafoglio in seta rosa.

Ma a scatenare l’ovazione del pubblico ci pensano gli abiti principeschi che puntano tutto sulla teatralità, la fantasia e il sogno che, a detta dello stesso Piccioli, rimane la missione primaria di una creazione haute couture. Chiamate ad indossare le vesti sontuose sono, a sorpresa, una serie di modelle di colore abbracciando, così, quel tema caldo dell’universalità di etnia in passerella e sfondando ogni possibile barriera culturale. Paladina di questo movimento black power à la Valentino nientemeno che Naomi Campbell che chiude il défilé in un abito nero di organza trasparente e strati di taffetà: un finale perfetto che è già storia (erano infatti 14 anni che la Venere Nera non sfilava per la Maison) culminato in uno spontaneo abbraccio tra la top model e il designer, a suggellare un altro clamoroso successo in casa Valentino.