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Sfumature viola dalla Val d’Orcia

Carla Diamanti
8 novembre 2018

Capelli bianchi, pelle abbronzata, jeans chiari. Segni particolari: sognatore. Solo chi sogna e chi guarda alla luna può scommettere sui miracoli. La terra ha il colore marrone della terra d’autunno. Dissodata, pronta al breve riposo prima di tornare in attività. Fra i campi che costeggiano la piccola cappella di mattoni incorniciata da due pioppi gemelli, la stradina di terra bianca si insinua fra il residuo di bosco che dalla Val d’Orcia è arrivato fino a Hollywood come set del Gladiatore. Mentre lo attraverso, tutto mi sembra lontano, sono circondata da sfumature di verde e da un orizzonte brumoso su cui si sussegue un mare di colline come una quinta maestosa.

Quando arrivo alla sua casa di pietra mi accoglie con il sorriso. Le zolle del suo campo sono marroni come le altre, ma sotto conservano un tesoro. Bisogna aspettare la luna piena di ottobre perché questo tesoro che ha la forma di un tubero spunti dalla terra e la trasformi in un mare color viola. Così scopro un mondo. Fatto di minuscoli fiori che si aprono con la luce del mattino ma che bisogna raccogliere quando sono ancora chiusi per non rovinarli. Fiori che sentono le fasi della luna e che vivono in funzione di quel magico disco argentato. Venti giorni appena, poi con la luna di ottobre si spegneranno di nuovo e torneranno a dormire per un altro anno. Intanto, in quei venti giorni, regalano agli occhi uno spettacolo unico, pari solo a quello del colore dei loro pistilli. Ci vuole pazienza, cura, perseveranza e tanta dose di follia. Solo così si ottiene lo zafferano, una magica spezia da usare con parsimonia, che costa più dei cibi più pregiati, che nasce e cresce governata da forze che non si possono piegare, che influenza con la sua vita e i suoi ritmi quelli di chiunque scelga di farne il proprio mestiere. Evoca terre lontane, evoca periodi storici, ricette prelibate, luoghi esclusivi. Per lui tutto questo è lontano. Lui ama la sua terra, ama i tuberi, lavora per undici mesi senza vedere nulla, senza sapere cosa succede sotto le zolle marroni. Lui ama lo zafferano, e aspetta con pazienza la luna piena di ottobre, l’appuntamento immancabile con i suoi fiori.

 

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