Lifestyle

Shit London

Ludovica Ferrari
26 gennaio 2012


No, non si tratta di una parolaccia. Non preoccupatevi, a Luuk Magazine adoriamo Londra e non smetteremo mai di farlo, soprattutto quest’anno che si appresta ad ospitare un evento davvero importante: le Olimpiadi. Londra è una vivace metropoli, una città vetrina con la missione di catturare l’immaginazione del mondo. Non a caso gli organizzatori del progetto hanno scelto “London Calling” dei Clash come richiamo ufficiale per i turisti. Come ogni altro gigante urbano, Londra è piena di contrasti. Per ogni prestigioso e ben curato viale di negozi, ci sono una pletora di strade abbandonate a se stesse. Per ogni angolo affascinante, sexy e moderno, ce ne sono altri cento tristi, sciatti e cupi.
Tutto però offre un’impressione unica della città. Questi scorci, questo mix di bello e brutto, di nuovo e di vecchio, di forte e di spento sono il motivo per cui amiamo Londra così, per come si presenta: non solo un luogo dove abitare, lavorare, divertirsi, camminare ma una presenza, anima attiva e costante delle nostre esperienze.
A volte non tanto una “vera” Londra ma una shit London, secondo il produttore radiofonico e anche fotografo di talento Patrick Dalton, autore di un recente libro fotografico sulla City. La sua opera racchiude i paradossi della città, la vita vissuta ai margini estremi, tutto raccontato con un pizzico di tipica irriverenza british. Seguendo una lineare anarchia, l’occhio di Dalton è riuscito a catturare il perché di una cultura – quella londinese – che continua ad esistere nonostante gli opposti; dalla regina ai Sex Pistols, passando per Guy Fawkes e le recenti rivolte. Stranezze, fatti, atti naturali di umorismo e commedia che avvengono tutti i giorni per le streets of London.
Tutto è cominciato da questo gruppo su Facebook, Secret London, in cui ognuno condivide i propri luoghi preferiti di Londra. Per scherzo un venerdì Dalton carica 5 immagini. Il lunedì seguente 400 persone si iscrivono al gruppo e iniziano a contribuire con le proprie. Due mesi dopo una galleria d’arte viene a bussare alla porta e cosi nasce il nostro libro.
Così maledettamente Londra.

 

Shit London, Portico
shitlondon.co.uk

 

Ludovica Ferrari


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