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Siamo noi a scegliere le notizie che ci raggiungono

Giulio Stella
8 dicembre 2015

Se in questo momento qualcuno si sente offeso, scandalizzato, o si sta domandando (come si dovrebbe in questi casi), come tragedie come quella di Parigi ottengano l’attenzione di tutti i giornali a livello internazionale, mentre episodi come quelli che avvengono a Beirut, in Libano o in Kenya non vengano considerati, è probabilmente perchè stiamo scegliendo in quello stesso momento di mentire a noi stessi, e ci stiamo autoconvincendo che in quelle parti del mondo le persone non muoiono a causa di tragici attacchi terroristici.

Probabilmente qualsiasi persona, con una cartina geografica davanti, saprebbe anche in modo approssimativo dove puntare il dito se le si domandasse di indicare dove si trova Parigi e, in modo altrettanto approssimativo non sarebbe in grado di di indicare dove sono situate città come Beirut o Garissa (la cui strage è avvenuta nel mese di Aprile,).

La riflessione non punta alla morale o alla coscienza, ma riguarda il settore dei media. Nel mondo dell’informazione, il settore dei media è un ramo commerciale che paga, in ultima analisi, l’attenzione dei consumatori. Non è un mondo che si nutre d’informazione libera: i giornali scrivono ciò che i consumatori sono interessati a leggere, di conseguenza se una storia di copertina sugli attentati di Parigi vende più di una storia simile sugli attentati a Beirut, di ciò che accade in Libano si parlerà molto poco.

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Perchè il filtro con la bandiera francese?

Lo stesso discorso fatto per i media vale anche per i social media, e ne è una dimostrazione la scelta di Facebook di creare filtri con la bandiera francese. Il colosso americano, dopo essersi preso 36 ore di tempo per analizzare contenuti, hashtag e trend topic, ha deciso che la Francia era decisamente l’argomento del momento e per questo il filtro con la bandiera è stato creato e messo a disposizione degli utenti

Quando avvengono questi tragici eventi si discute molto della disparità con la quale le notizie vengono trattate, molto spesso non realizzando che quello che leggiamo è in realta’ quello di cui vogliamo sentir parlare, ma che non abbiamo il coraggio di ammettere a volte nemmeno a noi stessi.

Le informazioni che riceviamo sono quelle che scegliamo di ricevere…


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