Social?… Marketing!

Claudia Alongi
24 ottobre 2012

Quando si dice “evoluzione”. Da Re dei Social Network a Re dell’Advertising. Forse è questo il nuovo volto di Zuckerberg e della sua creatura.
Quasi in sordina, infatti, gli utenti italiani di Facebook hanno visto comparire accanto ai tradizionali “Mi piace”, “Commenta” e “Condividi” il tasto “Promuovi”.
Il cambiamento è epocale.
La nuova funzione permette alle persone di incrementare la visibilità dei propri post nel Wall, entro tre giorni dalla loro pubblicazione, al costo di 3,69 euro. Cliccando sul nuovo tasto appare una finestra di gestione a tendina dove poi è possibile procedere al pagamento con carta di credito, paypal o cellulare, in maniera simile a quanto avviene già da qualche tempo per le Fanpage.
Con “Promuovi” l’aggiornamento sponsorizzato rimane visibile più a lungo e non scorre in basso. Facebook poi, provvede all’invio di un resoconto nel quale è indicato il numero di persone che hanno visionato il post e calcola persino la differenza tra i clic ottenuti grazie alla sponsorizzazione e quelli ottenibili senza mettere mano al portafogli.
C’è già chi grida allo scandalo. Chi agita lo spauracchio del tradimento dei propositi iniziali.
Ma è giusto fare i bacchettoni?
Purtroppo (o per fortuna) il Business Model di ogni Social Network si regge sulla pubblicità e sulla monetizzazione dei dati raccolti con l’attività degli utenti.
Un’arma a doppio taglio che rischia però di ritorcersi contro la società di Palo Alto qualora gli iscritti iniziassero a percepire il valore economico del “clic”.
Da fenomeno innovativo e strumento di condivisione genuina e democratica dei propri interessi, Facebook si sta lentamente trasformando in un enorme database da cedere al miglior offerente.
Ma che cosa accadrebbe se quel miliardo di users chiedesse improvvisamente una contropartita?
Quali sarebbero gli effetti di un “social sciopero” 2.0?

 

Claudia Alongi