Arte

“Soldi d’artista”: è l’arte a combattere la crisi

staff
7 gennaio 2012

With usura hath no man a house of good stone / each block cut smooth and well fitting / that design might cover their face (Canto XLV-Ezra Pound)

 

La sensibilità artistica nei confronti delle tematiche economiche e sociali è una costante culturale imprescindibile, rafforzatasi nell’ultimo secolo e mezzo nel tentativo di fornire risposte o alternative alle questioni poste da un sistema capitalistico turbolento e ricco di contraddizioni.

La sensibilità poundiana che emerge in una delle sue più celebri poesie trova riscontro nello spirito di una mostra capace di coniugare potenza estetica a un radicale monito etico. Si tratta dell’esposizione milanese “Soldi d’artista”, aperta al pubblico sino al 28 gennaio presso Spazio Tadini, un centro culturale attivo e poliedrico.

Alla mostra hanno aderito più di 45 artisti, animati da un duplice scopo: da un lato restituire al denaro il valore originario di strumento e risultato del lavoro creativo dell’uomo, d’altro canto sensibilizzare l’opinione pubblica di fronte al dramma economico esperito da numerosissimi artisti. In coincidenza con una inaudita crisi economica essenzialmente frutto di un sistema finanziario fondato sull’astrazione e sulla speculazione, artisti fra loro differenti per età, stili ed impostazione hanno scelto di unirsi per lanciare un messaggio risoluto, concretatosi in una feconda produzione creativa. La mostra comprende infatti monete e banconote alternative “coniate” dagli artisti con il simbolico intento di promuovere un processo economico finalmente virtuoso.

Se i tagli pubblici alla cultura e la ridotta capacità d’acquisto delle famiglie gettano in sofferenza il settore artistico, l’esposizione “Soldi d’Artista”, rifiutando la volgarità e la banalizzazione di altre forme di protesta, intende invogliare i cittadini ad attribuire un valore alla creatività, alle idee, alle persone, prima ancora che ai soldi. Il ricavato di vendite e offerte ricevute per i Soldi d’artista è un gesto di recupero del valore umano nel processo di produzione e una forma di contributo al mondo dell’arte e della cultura. L’attenzione viene così riportata sull’uomo e sui suoi bisogni materiali ma soprattutto spirituali, il cui processo di reificazione incontra difficoltà continue frutto di una resistenza che risiede nelle fondamenta più intime della nostra natura e dei mondi simbolici ad essa connessi.

Adottando tale prospettiva, ad affiancare la mostra sono predisposti diversi eventi artistici, incontri e dibattiti concernenti il tema del denaro e degli investimenti, grazie anche all’adesione del movimento Zeitgeist e dell’associazione culturale Jak Bank Italia. Quest’ultima si impegna per l’adozione in Italia del modello della svedese JAK Medlemsbank. JAK è un acronimo in lingua svedese: Jord, Arbete, Kapital. In italiano: Terra, Lavoro, Capitale. L’interesse è rivolto verso i tre elementi di base dell’economia reale. La missione del progetto consiste nell’edificazione di un soggetto bancario libero da interessi, che si faccia promotore della circolazione del denaro e della redistribuzione della ricchezza.

Siamo di fronte, ancora una volta, a logiche antitetiche rispetto a quelle dominanti. É tuttavia bene ricordare con Bakunin che “è ricercando l’impossibile che l’uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo.”

 

Luca Siniscalco


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