Letteratura

“Stieg e io”, lo scrittore prima di Millennium ritratto dalla compagna Eva Gabrielsson

staff
29 gennaio 2012


Un ragazzo e una ragazza svedesi, diciottenni, si incontrano e si innamorano. Entrambi appassionati ed impegnati, condividono lo stesso ardore per le lotte contro le ingiustizie sociali e politiche, per il giornalismo militante e… per il caffè. La loro vita insieme prosegue ben oltre la giovinezza, tenendoli legati per 32 anni. Appena cinquantenne, lui muore improvvisamente stroncato da un infarto. Lascia dietro di sè una trilogia di romanzi polizieschi che, una volta pubblicata, diviene un vero e proprio caso editoriale: oltre 60 milioni di lettori in Europa e in tutto il mondo, un successo che non accenna a scemare nemmeno a sette anni dalla pubblicazione, decine di imitatori e la fondazione di un nuovo genere, il giallo scandinavo.
Stieg Larsson, Eva Gabrielsson e la celebre “Millennium Trilogy”: sono loro i protagonisti di un amore durato una vita e un caso editoriale che, tra luci e ombre, ha stuzzicato la stampa internazionale.
Fin qui, la storia come tutti – o quasi – la conosciamo. Ma c’è molto di più di Stieg Larsson, oltre e soprattutto prima di Millennium; e chi meglio di Eva Gabrielsson, compagna di vita e di penna, potrebbe raccontare la storia del suo grande amore?
Finalmente Marsilio porta in Italia “Stieg e io”, l’autobiografia di coppia che l’attivista, architetto e giornalista svedese ha deciso di scrivere per fornire la sua personale immagine di un uomo diventato – grazie a soli tre volumi – un rimpianto autore di culto.
C’è molto sentimento, nelle pagine a cui Eva consegna il suo ricordo di Stieg, molti aneddoti, foto esclusive, ma soprattutto un’importante denuncia. Infatti, dopo la scomparsa dello scrittore, Eva non si è vista riconoscere alcun diritto sulla proprietà intellettuale del suo compagno, proprio per l’assenza – puramente formale – del vincolo di matrimonio. La legge svedese, considerata così avanguardistica in questione di diritti civili, non prevede questo riconoscimento alle coppie di fatto: così, i diritti su Millennium sono finiti interamente nelle mani della famiglia Larsson, compresi i 10 milioni di euro ricavati dal successo della trilogia.
Eva lo sottolinea, i soldi non sono mai stati il suo obiettivo. Quello che vorrebbe è potersi occupare di Millennium e soprattutto di gestire il pc di Stieg, il “tesoro” contenente 200 pagine di quello che doveva essere il quarto volume della serie. “La vendetta divina”, questo il titolo della bozza, avrebbe come tema centrale la vendetta della mitica Lisbeth che, ad ogni nemico sconfitto, rimuoverebbe uno dei suoi famosi tatuaggi. L’opera è ovviamente incompiuta, ma Eva non ha dubbi: l’opera si Stieg non dovrebbe essere proseguita, come è nelle attuali intenzioni della famiglia, da nessun ghost writer. La snaturerebbe.
Tutto quello che le resta da fare è battersi perché il lavoro del suo compagno non venga sfruttato, strumentalizzato, mercificato. E se – come pensava Stieg – la difesa dei propri ideali e dei propri amici rende necessario un “diritto alla vendetta”, possiamo dire che Eva non fa che vendicare, con questo libro, la propria sofferenza e i desideri della sua anima gemella, contro ogni discriminazione.

 

Maria Stella Gariboldi

“Stieg e io. La storia d’amore da cui è nata la Millennium Trilogy”, di Eva Gabrielsson con Marie-Françoise Colombani, traduzione di Raffaella Fontana, Marsilio, pp. 184.


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