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Stile animalista in passerella: a L.A. la prima fashion week vegana

Martina D'Amelio
16 Gennaio 2019

La moda è ufficialmente tornata in pista. Non solo il mese del menswear, la settimana dell’Haute Couture e le sfilate womenswear: all’orizzonte si prospetta questa volta anche una fashion week interamente vegan friendly.

La curiosa manifestazione, unica nel suo genere, si terrà a Los Angeles dall’1 al 4 febbraio 2019. Interamente dedicato alla moda etica, l’evento è stato appositamente creato per far conoscere a livello globale le realtà impegnate contro il maltrattamento degli animali ed è stato prodotto e curato da Emmanuelle Rienda, meglio conosciuta come The vegan stylist. Personalità poliedrica, direttore creativo e aperta sostenitrice della causa, l’esperta di moda francese ha scelto il Natural History Museum della città americana – e dove se no – per organizzare quella che si preannuncia come la prima vegan fashion week della storia (anche se, ricordiamolo, anche l’ultima London Fashion Week non è stata da meno). C’è da dire che la California stessa è una location all’avanguardia sul tema: basti ricordare il divieto di vendere indumenti e accessori in pelliccia animale in vigore a San Francisco.

L’evento a tema “Facing Our Time”, realizzato con il supporto di Peta e Fashion Revolution, si terrà in concomitanza con la Los Angeles Night of Ideas e si articolerà in diverse manifestazioni: una conferenza del premio Nobel per la pace Robert Lempert, un mega fashion show che vedrà sfilare designer vegani, una capsule collection, oltre a una mostra che spiegherà l’evoluzione della moda vegan, racconterà le esperienze dei marchi cruelty-free ed esplorerà le sfide legate al cambiamento ecologico e climatico.

La settimana della moda vegana poi si concluderà con una raccolta fondi e uno speciale award, rivolto a sostenere e premiare i giovani stilisti più attenti alla causa.

Ma l’impegno della stylist non finisce con la vegan fashion week. L’obiettivo ultimo di Rienda, infatti, è la creazione di un santuario per gli animali direttamente colpiti dall’industria della moda.

Intanto, sono sempre di più gli stilisti che abbracciano politiche no fur ed ecologiche: ultimi in ordine di tempo, Jean Paul Gaultier e Chanel, che ha annunciato che non utilizzerà più le pelli di rettile nelle proprie collezioni.

 



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