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Stilisti dal cuore d’oro: continuano le donazioni anti Covid-19

Mia Damiani
30 Marzo 2020

Lo stilista Valentino Garavani

Il mondo della moda continua a lottare contro il Coronavirus. Continua infatti la gara di solidarietà per aiutare gli ospedali.

Gli imprenditori e gli stilisti continuano ad agire con le donazioni anti Covid-19. Dopo i 10 milioni di Ralph Lauren, ecco che il nostrano Valentino Garavani, insieme al compagno Giancarlo Giammetti, annunciano che doneranno 1 milione di euro per supportare la lotta al Coronavirus attraverso la loro fondazione. In particolare, i fondi verranno destinati all’ospedale Columbus Covid 2, un nuovo polo creato appositamente per l’emergenza all’interno del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. A mobilitarsi, anche la famiglia Zegna, insieme al top management del gruppo, che ha donato a titolo personale 3 milioni di euro alla Protezione civile Italiana. Non solo: il gruppo dedicherà anche una parte delle linee produttive dei suoi impianti in Italia e Svizzera nella manifattura di mascherine, per venire incontro sia alle necessità interne dei dipendenti sia a quelle esterne. Inoltre, ha partecipato con una donazione diretta all’acquisto di ventilatori e mascherine per alcuni ospedali. “I nostri pensieri sono rivolti a tutti coloro che sono colpiti dalla diffusione dell’epidemia di Covid-19. Ci uniamo all’appello affinché le perché restino a casa e al sicuro”, dichiarano i vertici.

Un intervento solidale e poliedrico. Come quello del gruppo Armani, che dopo la donazione generosa di una settimana fa che ammonta in totale a 2 milioni di euro ha comunicato ora la conversione di tutti i propri stabilimenti italiani nella produzione di camici monouso destinati alla protezione individuale degli operatori sanitari impegnati a fronteggiare il Coronavirus. Con 2 milioni di euro, Gucci invece ha avviato due campagne di crowdfunding: in Italia, a favore del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale; e a livello mondiale, a supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità attraverso il Covid-19 Solidarity Response Fund. “Questa pandemia ci chiama a un compito inaspettato, ma è una chiamata alla quale rispondiamo con decisione, supportando il lavoro straordinario del personale sanitario, dei medici e degli infermieri in Italia e nel resto del mondo. Sostenendoci a vicenda e aiutando quelli che tra noi sono più vulnerabili, saremo in grado di superare questa crisi: uniti, ancora più di prima”, hanno dichiarato Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, e Marco Bizzarri, presidente e ceo.

E poi Gianvito Rossi: il brand di calzature nato a San Mauro Pascoli, ha donato 100mila euro all’ospedale Bufalini di Cesena, eccellenza nel campo delle ustioni e ora destinato a fronteggiare l’emergenza Covid-19. Sempre legata all’amore per il nostro Paese, la donazione del presidente del brand sportswear FilaGene Yoon, che ha scelto di devolvere a titolo personale 83mila euro per l’acquisto di cinque postazioni letto nel reparto di terapia intensiva del Nuovo ospedale degli infermi di Biella (la città dove il marchio è nato nel 1911).

C’è anche chi dona supporti protettivi e apparecchiature mediche. È il caso di Luisa Spagnoli, che ha effettuato una donazione di mascherine all’ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia, insieme a una donazione in denaro volta all’acquisto di apparecchiature mediche. “L’emergenza mi ha costretta a chiudere oltre 150 negozi, a sospendere la collezione e a fermare tutte le attività. La Luisa Spagnoli ha superato brillantemente una guerra mondiale sotto la guida di mio nonno Mario, io non posso esser da meno, e anche se il nemico questa volta lancia ‘mine’ invisibili, sono sicura che se uniamo le forze riusciremo a sconfiggerlo“, ha dichiarato Nicoletta Spagnoli, ceo e presidente dell’azienda. Anche all’estero fioccano le iniziative anti Covid-19. Unisa, il marchio spagnolo di calzature, ha interrotto la realizzazione di scarpe in favore della produzione di maschere sanitarie (1.200 unità al giorno) destinate al personale sanitario.