Style of the week

Style of the week: Asia Argento

Valentina Nuzzi
13 ottobre 2012

Fascino dark, bellezza anticonvenzionale. Asia Argento è una delle attrici italiane che gode di maggiore visibilità all’estero, anche perché diciamocelo, un viso così non lo si scorda tanto facilmente.

Nata a Roma in una famiglia di artisti (papà Dario è il regista di film horror più emblematico nel panorama cinematografico italiano, la mamma Daria Nicolodi è attrice e la sorella maggiore Fiore è stata anch’essa attrice prima di divenire stilista), Asia, classe 1975, ha mosso i primi passi nel mondo del cinema giovanissima, dimostrando subito un carisma ed una personalità che le hanno permesso di distinguersi dalle colleghe assicurandole una brillante e longeva carriera.

A soli 9 anni il suo esordio nel film tv “Sogni e Bisogni”, a 13 è già la protagonista del film “Zoo” diretto da Cristina Comencini e l’anno successivo Nanni Moretti la sceglie per il suo “Palombella rossa”.

Anche il padre la coinvolge in numerose delle sue opere, citiamo ad esempio pellicole da lui dirette quali “La sindrome di Stendhal” e “Il fantasma dell’opera”. Il suo talento è apprezzato però anche da altri importanti registi italiani: Michele Placido la dirige in “Le amiche del cuore” e Carlo Verdone in “Perdiamoci di vista”, grazie al quale ottiene un David di Donatello e un Ciak d’Oro. Seguono molteplici ruoli di successo interpretati con una singolare potenza espressiva, ma Asia non è solo una grande attrice.

Nel 1994 debutta come regista con il cortometraggio “Prospettive”, nel 2000 il suo primo lungometraggio “Scarlet Diva” e nel 2004 un successo internazionale: “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”, in cui dirige attori del calibro di Peter Fonda, Winona Ryder e Michael Pitt. Ebbene, i talenti di Asia non si esauriscono quì.

La musica è un’altra importante fetta della sua vita, anche amorosa. È stata a lungo sposata con Marco Castoldi, in arte Morgan, leader dei Bluvertigo, dal quale nel 2001 ha avuto una bambina, Anna Lou (chiamata così in onore della sorella scomparsa); è regista di videoclip musicali (nel 2005 ha diretto lo scabroso “(s)AINT” del cantante metal Marilyn Manson) e si cimenta anche come cantante: indimenticabile la sua performance con Brian Molko, leader dei Placebo, in un’intensa cover del successo del 1969 di Serge Gainsbourg e Jane Birkin “Je t’aime… moi non plus”, interpretata a ruoli invertiti.

Una donna eclettica che lascia il segno, qualunque cosa faccia.

 

Valentina Nuzzi


Potrebbe interessarti anche