Cinema

“Supervixens” (1975) di Russ Meyer

staff
13 gennaio 2012

Nell’ultimo decennio i film di serie B (ma anche di serie Z) hanno avuto una generale rivalutazione, grazie anche a registi come Quentin Tarantino, Robert Rodriguez (e in misura più modesta) Tim Burton;  sono stati così riportati alla luce un gran numero di registi e pellicole, classificati di serie B e quindi ignorati, sconosciuti ai più.

Uno di questi maestri incontrastati del B-movie è senza dubbio Russ Meyer.

Cercandolo su Wikipedia quello che subito salta all’occhio è la citazione scelta per rappresentarlo: ” Io giro solo film di tette”. Nessuno che abbia visto anche un solo film di Meyer  potrà negare l’eloquenza e la precisione sintetica di questa citazione sul suo lavoro.
Ma Russ Meyer non è solo attrici prosperose, altrimenti non sarebbe altro che un anonimo pornografo.
I suoi film sebbene partano da un’indubbia componente erotica sono delle vere e proprie opere provocatorie e ironiche, dai toni kitsch, addirittura cartooneschi.

Meyer con i suoi film cercava di concentrare la sua passione e leggerezza per la vita, che molto spesso prendeva l’inequivocabile forma di una (anche più di una) donna  dal generoso decolté.

Tra i suoi lavori quello più rappresentativo è “Supervixens” che lo stesso Meyer considerava una sintesi di tutti i suoi film.

“Supervixens” è la sgangherata odissea di Clint, un benzinaio di un piccolo paesino dell’entroterra statunitense.
Stanco degli abusi verbali e fisici della sua fidanzata, SuperAngelica, Clint la lascia. Lei non è disposta a permetterglielo così gli sfascia il furgone. Segue una lite, subito sedata da un poliziotto locale, che  si mostra immediatamente interessato a SuperAngelica.
La sera stessa Angelica invita il poliziotto, ma questi non riesce a soddisfarla, così lei inizia a prendersi gioco della sua virilità e cerca di sbatterlo fuori di casa, segue una rissa, lui la uccide e dà fuoco all’intero posto.

Clint, rischia di essere accusato dell’omicidio così inizia un assurdo vagabondare.

Questo accade nei primi trenta minuti del film, e nei restanti settanta le cose si fanno ancor più assurde e surreali coinvolgendo spiriti che cavalcano montagne, reincarnazioni e dinamite.

Con l’obbiettivo (riuscito) di stupire e scioccare il pubblico, “Supervixens” è un coacervo di situazioni e immagini di un’immaginerie grottesca che non pone freni all’immaginazione, alla decenza o alla coerenza dando vita ad un nonsense anarco-erotico, dove sesso, violenza e morte sono privati del loro peso per essere usati come giocattoli in un rutilante e colorato spettacolo circense.

 

Giustino De Blasio


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