Sport

Superwomen da 10 e lode: 10 ai Giochi, 8 all’Italia

Riccardo Signori
26 febbraio 2018

Giochi delle donne e della Norvegia (39 medaglie, 14 d’oro). I giochi olimpici invernali ci lasciano regalando un segnale di pace fra Corea del nord e Corea del sud (anche fosse solo una tregua). Però sono stati Giochi lasciati in pace dai venti di guerra e questo è già un bel successo. Voto:10. Qualcuno vorrebbe assegnare al Cio (Comitato olimpico internazionale) il Nobel della Pace: forse esagerano, forse no. Ma lo sport ha sempre lavorato per tener unito il mondo, perfino quando sono stati boicottaggi. Pure stavolta ha fatto centro l’idea di sport che vince contro tutti e davanti a tutti.

 Allora andiamo per pagelle: 8 a queste Olimpiadi che, nonostante problemi organizzativi, clima non sempre ideale e un pubblico non proprio numeroso, hanno onorato il messaggio e l’ideale (a parte qualche problemino di doping: voto 2 per compassione): tutti insieme appassionatamente a giocarsi le medaglie. Poi c’è chi vince (voto minimo 8) e chi piange (sempre 7), chi ride (tra il 7 e l’8) e chi vede svanire l’ultima occasione (7 per simpatia), chi sventola la bandiera con orgoglio e chi non può sventolarla per colpe altrui(Russia: 7 al medagliere). Voto 10 alla Norvegia, prima sul medagliere pur conquistando lo stesso numero di ori della Germania (31 le  medaglie complessive). Italia al 12° posto (10 medaglie: 3 ori, 2 argenti, 5 bronzi): non proprio esaltante, però meglio delle ultime olimpiadi. Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha regalato un 7 complessivo a questa Italia. Invece poteva spingersi fino ad un 8, ricordando che gli atleti talvolta fanno miracoli, il nostro sport gode di pochi impianti all’altezza, e che dirigenti e allenatorinon meritano più di un 6,5 globale ( ma si va dal 4 all’8). Ci sono i picchi da 8, ma qualcuno, forse tanti, hanno mancato il compito: non è possibile vedere gli atleti dello sci alpino fallire così miseramente e nemmeno sono chiare le debacles di slittino, fondo , e altri settori meno attesi. Bisogna saper allenare per le grandi competizioni, mandare gli atleti in forma al momento giusto e sfruttare il talento.

 Vince l’Italia delle donne (9,5, per il 10 è mancata la Lollobrigida nel pattinaggio), perché quella degli uomini è andata per buchi nella neve (o nel ghiaccio) (voto 4,5) ad eccezione di Federico Pellegrino (8 al suo argento, poi si è arenato), Dominik Windisch (9: medaglia da solo e con la staffetta nel biathlon) e lo sfortunato Nicola Tumolero (7,5al bronzo del pattinaggio) passato dal podio con tanto di medaglia alla rottura di un tendine per un infortunio assurdo.

 Per fortuna ci sono le donne, l’Olimpiade in rosa è stata uno spettacolo e tanto di inchino a Carolina Kostner ( voto 7 alla sua Olimpiade) imperdibile portabandiera alla chiusura. Così come Arianna Fontana (voto 10) è stata fantastica portabandiera globale: un oro, un argento e un bronzo. E in più una splendida  grinta come esempio per tutti. Per fortuna ci sono le donne (Pellegrini ed altre lo hanno insegnato da tempo) sennò l’Italia dei Giochi sarebbe stata un pianto. Invece Michela Moioli (10 per l’oro nello snow board) e Sofia Goggia (10 con lode per l’oro nella gara regina dei giochi: la discesa libera) hanno trascinato il gruppo, spinte dal primo bronzo di Federica Brignone (8 per la medaglia, meno nel resto). Anche Sofia Goggia poteva regalare un podio in più, viste le previsioni, ma non vale sottilizzare.  Da una parte o dall’altra, l’Italia ha buttato qualche idea e qualche possibilità di podio. Capita in ogni Olimpiade.

 Abbiamo detto Olimpiade delle donne. Bastano tre nomi per esaltare e spiegare: voto 10 con lodeEster Ledecka, regina dei due mondi innevati: oro nel SuperG alpino e oro nel gigante dello snow board. Rivoluzionaria americana di 25 anni, andata a vincere in due specialità così diverse, per certi versi opposte nell’uso delle gambe. Era da Saint Moritz 1928 che non si vedeva qualcosa di simile, in un mondo meno super specializzato.

 Marit Bjogen, 37 norvegese, regina del fondo, considerata la leggenda dello sport pulito, che ha chiuso una immensa carriera conquistando 5 medaglie in questa Olimpiade, chiudendo con un oro nella 30 km tecnica classica e raccogliendo nel suo forziere ben 15 medaglie olimpiche, che la rendono la più medagliata di tutti gli sport della neve.

  Infine la ragazzina prodigio Alina Zagitova, poco più di 15 anni, che ha messo in fila tutte le grandi del pattinaggio di figura, prima medaglia d’oro degli atleti russi ammessi ai Giochi come fossero in incognito: senza bandiera e senza nazionalità sulla tuta. Alina ha forse portato il pattinaggio in una nuova dimensione ed è una delle migliori notizie arrivate dallo sport russo, dopo le devastanti storie di doping.


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