Fotografia

Surrogati: gli scatti di un amore ideale all’Osservatorio della Fondazione Prada

Chiara Di Leva
22 Maggio 2019

“Surrogati. Un amore ideale”, Osservatorio Fondazione Prada, 2019, Foto Mattia Balsamini, Courtesy Fondazione Prada. Destra: Jamie Diamond, Mother Kyla, 2012, da “Forever Mothers”. Sinistra: Elena Dorfman da “Still Lovers”

Fino al 22 luglio a Milano, gli spazi dell’Osservatorio della Fondazione Prada ospitano la mostra “Surrogati. Un amore ideale”, a cura di Melissa Harris.

L’esposizione presenta una selezione di 42 opere fotografiche firmate da due artiste americane, Jamie Diamond e Elena Dorfman, il cui fil rouge è uno degli aspetti più insoliti – e, se vogliamo, più ambigui – dell’amore, quello nei confronti di una rappresentazione artificiale dell’essere umano. Gli scatti di Diamond e Dorfman documentano infatti le interazioni affettive tra esseri umani e oggetti feticcio: compagni inanimati e silenziosi ma assolutamente realistici, i “surrogati” sono per definizione oggetti che sostituiscono e rimpiazzano qualcos’altro, spesso in modo incompleto o imperfetto. Le due artiste, seppur in modi diversi, hanno voluto esplorare il concetto di surrogato, secondo le parole della curatrice stessa, “rappresentando scene convenzionali di vita domestica, amore e/o erotismo”.

  • “Surrogati. Un amore ideale”, Osservatorio Fondazione Prada, 2019, Foto Mattia Balsamini, Courtesy Fondazione Prada. Destra: Jamie Diamond, Mother Kyla, 2012, da “Forever Mothers”. Sinistra: Elena Dorfman da “Still Lovers”

  • “Surrogati. Un amore ideale”, Osservatorio Fondazione Prada, 2019, Foto Mattia Balsamini, Courtesy Fondazione Prada. Elena Dorfman, Girlfriend 1, 2004 e Girlfriend 2, 2004, da “Still Lovers”

  • “Surrogati. Un amore ideale”, Osservatorio Fondazione Prada, 2019, Foto Mattia Balsamini, Courtesy Fondazione Prada. Jamie Diamond, Aisha, Harry, Kameko, Troy, 2014, da “Nine Months of Reborning”

  • “Surrogati. Un amore ideale”, Osservatorio Fondazione Prada, 2019, Foto Mattia Balsamini, Courtesy Fondazione Prada. Elena Dorfman da “Still Lovers”

  • “Surrogati. Un amore ideale”, Osservatorio Fondazione Prada, 2019, Foto Mattia Balsamini, Courtesy Fondazione Prada. Elena Dorfman da “Still Lovers”

Ecco allora che il percorso espositivo comincia con la serie “Nine Months of reborning” di Jamie Diamond, seguita da “Forever Mothers”, entrambe testimonianze di una comunità di outsider di artiste autodidatte chiamate Reborners, che attraverso la cura e l’affetto nei confronti di bambole iperrealistiche soddisfano il loro desiderio di maternità. In un’altra serie di Diamond, “I promise to Be a Good Mother”, progetto autobiografico, la fotografa impersona la madre perfetta e, vestendosi con gli abiti di sua mamma, si occupa della sua bambola reborn. Con la serie “Still Lovers”, Elena Dorfman posa invece lo sguardo su coloro che hanno scelto di condividere la propria quotidianità con vere e proprio bambole erotiche dalle sembianze umane.

Quelli di Diamond e Dorfman sono scatti carichi di pathos, eternamente sospesi inquietudine e tenerezza. Il risultato è un’indagine estremamente intima, curiosa e ricca di sfaccettature, in cui l’obbiettivo delle fotografe si addentra in legami fatti di carne e plastica. Ma non per questo meno veri o emozionanti.

 

Surrogati. Un amore ideale
21 febbraio-22 luglio
Osservatorio Fondazione Prada
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano
Orari: dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 20; sabato e domenica dalle 11 alle 20. Chiuso il martedì



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