Leggere insieme

Susi in piscina

Marina Petruzio
7 Settembre 2019

Prime e divertenti letture, qualche esempio molto pratico per sviluppare spiccate caratteristiche da problem solver con il rodato binomio Jaap Robben & Benjamin Leroy, da Sinnos con “Susi in piscina”, per un rientro col sorriso.

Succede che a un certo punto uno si senta un po’ più grande, non necessariamente grandissimo, ma sicuramente più grande del giorno prima. Generalmente qualcuno, di più grande, ha creato un’aspettativa per un up grade in luoghi non accessibili ai piccolissimi, per un cinema senza seggiolino o amenità affini. Potrebbe essere andata così anche per Susi dall’entusiasmo incontenibile per andare in piscina. Indossa già la maschera, neppure a dirlo rosa fuxia, da casa, stivali da acqua alta su abitino ancora estivo; fuori non piove ma sono utili forse per quell’onda anomala che crea il suo passaggio tra chi, in fila, attende di poter strisciare il tesserino magnetico, che scalerà un ingresso e lascerà superare i tornelli, felice di concedersi qualche ora serenamente a mollo o impegnato in un allenamento che ha dell’olimpionico, almeno al bar con gli amici. Certo, nessuno di loro ha la consapevolezza che per Susi quello è un giorno speciale: può accedere alla piscina dei grandi! Ora, un bambino che può finalmente accedere alla piscina dei grandi si sente più alto di qualche centimetro dalla felicità di essere finalmente ammesso dove neppure poteva pensare di puciare il suo dito alluce: per i grandi è mediamente pericoloso, non tocchi, l’acqua è alta, ci sono tante persone. Ma quando finalmente ti accordano il permesso nella tua testa esplode un senso enorme di orgoglio, vertigine da adultità improvvisa. Cavolo, forse non ti rendi conto ma sei grande! almeno per oggi e…un tuffo a bomba!

Ma il mondo dei grandi non è meno regolato di quello dei piccoli, essendo loro a dare le regole riescono a rendere la vita difficile anche a loro stessi! Così in piscina grande non si corre sul bordo, non si grida, non si canta, non ci si tuffa (teoricamente non si può fare neppure la pipì sotto la doccia ma lasciamo perdere…). Certo che se nessuno ti spiega che non devi invadere le corsie altrui e non devi spruzzare (tuffi a bomba anche no, ovviamente) tu come fai a saperlo? Quindi torni al via: i piccoli indisciplinati devono stare nella piscina dei piccoli. È qui che l’infanzia delusa dall’adulto medita la propria vendetta, seduta in 10cm d’acqua, la maschera semiallagata, dita tamburellanti, espressione che ogni adulto eviterebbe volentieri: quand’è così nulla di buono per enne ore successive, gambe raccolte e…vi siete mai domandati perché, immancabilmente, una volta raggiunta la piscina, dopo aver sudato le leggendarie e tutte sette camicie, aver combattuto col costume e l’umidità corporea, aver dimenticato gli occhialini, e recuperato il pargolo fuggiasco più volte, arrivati a saggiare l’acqua… il pargolo ha sempre un’impellente necessità che vi riporta nel torrido spogliatoio? Ma se uno ha una mente diabolica come Susi il problema è decisamente risolto, anzi! Più problemi in un colpo solo! Chiaro è che in piscina sia nella vasca dei grandi che in quella dei piccoli è severamente vietato fare la cacca.

Non c’è parte più spiritosa dell’altra tra testo e illustrazioni. Jaap Robben con poche parole strappa un sorriso e apre un mondo dettagliatissimo, Benjamin Leroy lo segue ricamando con poche righe somatiche perfette, bambini antipatici, giovanotti dall’occhio lungo e sederoni in lycra a fiori – perché è tipico che la signora in costume intero con qualche e qualche chilo di troppo debba chinarsi per raccogliere qualcosa che sempre le cade, fateci caso! Magari anche ai peli! E comunque è nei risguardi che si libera tutta la potenza di una bambina che ama sopra ogni cosa nuotare, stare in acqua e nella piscina dei grandi!

 

 

Susi in piscina
di Jaap Robben & Benjamin Leroy
traduzione dal nederlandese di Laura Pignatti
edito Sinnos
€8,50
età di lettura: prime letture



Potrebbe interessarti anche