Cultura

Sylvia: il grande ritorno del balletto mitologico apre la stagione alla Scala

Benedetta Bossetti
21 Dicembre 2019

Il primo grande critico ed estimatore del balletto “Sylvia” fu Čajkovskij, che dopo aver assistito alla sua rappresentazione  riferì che  non avrebbe mai scritto il “Lago dei Cigni”. L’ultima volta che il palco del Teatro alla Scala ha visto protagonista questo splendido balletto risale al 1892, è stata dunque una soprpresa vederlo inaugurare la nuova stagione del balletto al Piermarini, dove rimarrà in cartellone sino al 14 gennaio 2020.

La trionfale e straordinaria partitura è di Léo Delibes, le coreografie di Manuel Legris, che ha rivisitato l’opera nel 2018 per lo Staatsballett di Vienna, di cui è direttore. Le scene e i romantici costumi pensati con occhio contemporaneo sono invece di Luisa Spinatelli, mentre sul podio troviamo Kevin Rhodes.

Tratto dal dramma pastorale “Aminta” di Torquato Tasso, pubblicato nel 1573, il balletto si svolge in tre atti e racconta l’amore romantico e senza tempo del pastore Aminta per la coraggiosa Sylvia, ninfa di Diana. La vicenda si inserisce in un’atmosfera fantastica, che intreccia la sacralità dell’amore tra fasti mitologici, dominati dalla lotta tra gli dei dell’Olimpo Diana ed Eros, pastorelli, satiri e ninfe. Una narrazione favoleggiante e delicata, in cui l’amore alla fine vince su tutto, comprese le rocambolesche e intricate vicende che punteggiano la trama.

Nonostante il tema fortemente classico, il balletto risulta un successo soprattutto per la freschezza del linguaggio coreografico, virtuoso e dinamico, tecnicamente difficile, ma lineare, comprensibile e attuale; sembra cucito sulla musica con variazioni e passi a due d’intenso lirismo: un lavoro stilistico di grande fascino che entusiasma i cultori della danza – anche per il suo grandioso ritorno in scena dopo tanto tempo.

Nel ruolo di Sylvia, sul palco, troviamo una favolosa Martina Arduino: forte e volitiva, sensuale e dalla gestualità intensa, sempre ricca di sfumature. Con lei, Claudio Coviello, il mortale romantico Aminta, ottimo in ogni sua performance. Christian Fagetti è un vigoroso Orion, Nicola del Freo un aitante Eros; abbiamo molto apprezzato la naiade e contadina Vittoria Valerio, il fauno Federico Fresi e il giovane contadino Mattia Semperboni. Il Corpo di Ballo sempre stupefacente con 12 minuti di  applausi entusiasti e meritati.

 

Ph Credits: Brescia/Amisano



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