Il consiglio di Simonetta

Tendenza Cina: Qipao, questo sconosciuto

Simonetta Ravizza
7 ottobre 2012

Durante il regno della dinastia Qing le donne dell’etnia Manciù indossavano un particolare abito chiamato qipao. Inizialmente era largo e coprente, quasi informe, nascondeva totalmente le rotondità femminili; negli anni seguenti il qipao venne adottato come veste di tutte le donne cinesi, fu modificato e adattato alle nuove esigenze.

Il suo design fu reinventato: divenne aderente, con maniche lunghe, colletto alto in stile coreano, chiusura laterale fatta da alamari o piccoli bottoni. A partire dagli anni ‘20 il changshan – così è chiamato l’abito nel dialetto di Shangai – venne ridisegnato e modernizzato, fino a divenire sempre più simile a quello che conosciamo noi oggi.

Sexy ma elegante, esotico e con quell’aria aristocratica, il qipao incanta e ispira l’Occidente – e molti tra i suoi stilisti – diventando un oggetto di culto e d’esportazione, a partire dal cinema e dai videogiochi, per arrivare poi in passerella.

Ecco allora che possiamo parlare di una vera e propria “Tendenza Cina”. Spacchi sempre più profondi e preziose sete color bleau cina e rosso lacca – la nuova tendenza colore del 2013 –, il qipao adottato europeo lo possiamo vedere sulle pagine patinate dei più importanti giornali di moda, on the catwalk a Milano, Parigi, New York, indossato dalle modelle più belle del Mondo.

Ma il famoso abito non è l’unico ad aver portato un’intrigante folata di vento dal Far East: basta andare a dare una sbirciatina al sito di Shanghai Tang, noto brand di lusso cinese che ha saputo incantare il suo pubblico e oltrepassare le barriere nazionali nel giro di pochissimi anni. Sensuali abitini, giacche in velluto con fodere in seta nei colti flou, ricami preziosi, per un look chic e inconfondibile – e come si fa a non innamorarsene?

Insomma questo Chinese Trend lo respiriamo un po’ ovunque. Non è certo un caso che Gucci abbia scelto l’attrice Li BingBing come testimonial pubblicitaria e che Calvin Klein abbia puntato invece su Liu Wen, la modella cinese più famosa e pagata al Mondo.
E pensiamo anche a tutti gli stilisti di origine cinese che sono diventati ormai dei veri e propri miti: Alexander Wang, Phillip Lim, Vera Wang. Ma anche la nuova generazione di designer “made in China” comincia ad affermarsi e a far parlare di sé: riscuotono sempre più successo le creazioni di Uma Wang, mentre Huishan Zhang ha avuto il tutto esaurito in uno dei più importanti magazzini londinesi.

Tutto il mondo guarda alla Cina come ad un gigante che si sta risvegliando. Il suo velocissimo sviluppo economico esercita un’enorme attrazione su investitori e partner: quest’anno le vendite del settore lusso sono aumentate del 33% , ed entro il 2020 supererà gli Stati Uniti affermandosi come il più grande mercato del Lusso.
E allora dovrà la moda italiana fare i conti con l’incalzare dell’Estremo Oriente? In realtà io penso proprio di no: il Made in Italy è e sarà sempre una scelta vincente impossibile da eguagliare. Ma certo il fascino delle tradizioni del paese del Dragone saranno una fonte d’ispirazione per stilisti e creativi, mentre la sua corsa agguerrita nel mondo economico potrà diventare per noi italiani una spinta a fare di più e a fare meglio.

 

Simonetta Ravizza