Auto

Test drive: Alfa Romeo Stelvio

Matteo Giovanni Monti
18 Dicembre 2018

Nata alla fine del 2016, la Stelvio ancora oggi sembra una novità, forse perché è il primo SUV nella storia della “Casa del Biscione” o forse perché ha dato una sonora scossa al brand e riacceso in molti italiani la passione per il marchio Alfa Romeo. Provata nella versione AT8 Q4 turbodiesel 2.2 litri da 210 CV, abbiamo avuto modo di conoscerla in tutte le sue caratteristiche e aspetti, lo stesso nome omaggio al celebre passo alpino ha dato conferma delle sue doti di guida e capacità da sportiva, ma anche del suo comfort e stile.

Fuori com’è? Pur apparendo abbastanza grande e non proprio snella, la Stelvio è un SUV con delle dimensioni tutto sommato contenute: lunghezza/larghezza/altezza cm 469/190/167 e la stessa massa complessiva di 1.745 kg a secco è secondo noi un ottimo traguardo, considerando la trazione integrale Q4.

Il design esterno della Stelvio è molto pulito e omogeneo, osservando l’auto si ha come l’impressione che tutta la carrozzeria sia stata levigata e smussata in ogni suo spigolo; regala forme continue senza grandi interruzioni. Frontalmente il cofano è molto sportivo grazie allo scudo centrale e lo stemma Alfa Romeo, sta bene poi anche la griglia a nido d’ape nella parte più inferiore. I fari anabbaglianti Bi-Xenon e diurni a Led, riprendono – con proporzioni diverse – lo stile di quelli presenti sulla Giulia e trasmettono grinta e dinamismo; un po’ meno invece i fendinebbia a nostro avviso troppo semplici e scontati nella forma. Lateralmente non ci sono grandi sconvolgimenti, mentre il posteriore è molto bello sia per gli intensi fari a Led che per la forma stessa del portellone, che va poi a raccordarsi con il paraurti. Infine, osservando gli scarichi abbiamo constatato che se guardati da lontano, grazie ai larghi fondelli cromati in acciaio, fanno una certa scena e si sposano con il look, mentre da vicino fanno calare l’entusiasmo a causa della vistosa differenza con i tubi veri e propri.

E dentro? L’abitacolo della Stelvio è un mix di comfort, sportività, essenzialità e stile puramente italiano. La versione in prova Executive con il Pack Lusso Quercia ha decisamente stupito anche per l’eleganza.

A nostro avviso la cosa che si apprezza per prima è il volante, con quel taglio netto e il pulsante di accensione stile Ferrari mette subito in chiaro la situazione e anticipa la natura dell’auto. Le stesse palette in alluminio del cambio con i fori +/- sono più grandi rispetto a quelle delle altre vetture e rimarcano nuovamente la grinta e la vocazione sportiva del mezzo. Il cruscotto ha un display centrale dove si possono visualizzare le informazioni della vettura, media riprodotti, nonché consumi medi e istantanei; invece tachimetro e contagiri sono “ancora” analogici, ma nonostante l’invasione di quelli digitali, non risultano vecchi e fuori moda.

La parte centrale invece è piuttosto essenziale, ha un piccolo vano portaoggetti con doppia USB e ospita la leva del cambio, il selettore per le modalità di guida (DNA Alfa Romeo) e due rotelle: una per regolare il volume dell’audio e l’altra per gestire il resto delle informazioni visualizzate sul monitor centrale. Molto comode sono poi tutte le cinque sedute in pelle, con poltrone anteriori riscaldabili, cuciture di buona qualità e ben imbottite; vanno citati anche tutti i poggiatesta molto morbidi e confortevoli, arricchiti con lo stemma Alfa Romeo.

Tecnologia e infotainment? Alla Stelvio non mancano le funzioni principali ed è anche possibile utilizzare Apple CarPlay o Android Auto. Il navigatore da 8.8” offre le mappe 3D del sistema Alfa Connect-Tom Tom che costantemente aggiornate segnalano autovelox e risparmiano spiacevoli sorprese. Purtroppo, però dobbiamo ammettere che il software e l’interfaccia grafica sia nei colori che nelle icone e nell’organizzazione dei contenuti appare un po’ datata e abbastanza macchinosa da utilizzare. Considerando il segmento d’auto e la qualità complessiva ci saremmo aspettati qualcosa di più aggiornato. L’impianto stereo invece di Sound Theatre by Harman & Kardon offre tanta qualità e un sound pressoché perfetto grazie all’amplificatore classe D a 12 canali e i 14 altoparlanti il risultato è da vera concert hall.

Molto evoluta invece dal punto di vista degli aiuti alla guida: ha il sistema ACC (adaptive cruise control), il sistema di frenata predittiva, assieme al Lane Departure Warning e il Blind Spot Monitoring. Grazie a questa serie di ausili cresce la sicurezza e sicuramente il confronto con le rivali tedesche aumenta di sostanza. Ammettiamo che per i veri Alfisti queste sono cose in più e possono risultare superflue, tuttavia le esigenze di mercato lo richiedono.

La meccanica delle emozioni. Abbiamo lasciato volontariamente per ultima questa parte. E non perché necessiti di poche righe. Partendo dal motore come anticipato all’inizio, si tratta di un quattro cilindri in linea 2.2 litri turbodiesel da 210 CV, molto esuberante ai bassi-medi regimi ma un po’ meno agli alti; è risultato comunque un giusto compromesso tra prestazioni e consumi, e abbinato al cambio automatico ZF a 8 rapporti ha segnato una media di 5,5 l/100 km in autostrada.

Ciò che conta più di tutto in quest’auto però è la dinamica di guida. Un tempo quando si parlava di Alfa Romeo, la prima parola che si usava era è assetto. E oggi? Lo stesso, anzi forse di più. Abbiamo toccato con mano l’incredibile lavoro che è stato svolto dai tecnici nel creare una maneggevolezza fuori dal comune. Pur essendo un SUV, la Stelvio si guida e si comporta come se fosse una vettura molto più bassa, corta e leggera e ti coinvolge sin dai primi metri, con quest’auto ci siamo divertiti seriamente tra curve e tornanti. La chiave di volta sta nella distribuzione dei pesi, 52% anteriore e 48% posteriore ma anche nella tecnologia Alfalink che modifica il classico schema a doppio braccio oscillante sull’asse anteriore. Tecnicismi a parte, impostando l’auto su D (Dynamic) l’erogazione è praticamente immediata le sospensioni si irrigidiscono e lo sterzo diventa tanto diretto e preciso da far invidia ad una coupé. Con “un po’ di fatica” e tanto divertimento siamo riusciti a spingerla anche al limite, avvertendo un certo rollio e l’immediato inserimento dell’antiribaltamento, ma nonostante questo non ha perso la traiettoria ed era già pronta alla prossima curva.

Infine, anche la trazione Q4 dice la sua e contribuisce a una guida sportiva. Il 100% della potenza in condizioni normali è inviato alle ruote posteriori mentre solo in caso di necessità e perdite di aderenza viene trasmessa a quelle anteriori.

Conclusioni. Crediamo fortemente che Alfa Romeo con la Stelvio si sia guadagnata la sua posizione di rispetto nel competitivo panorama dei SUV premium. Un risultato da riconoscerle grazie al lavoro che è stato dedicato sia dal punto di vista estetico ma soprattutto tecnico. Per alcuni può essere una valida alternativa, mentre per altri una scelta primaria dettata dalla passione per Alfa e il Made in Italy.

Sicuramente per crescere ulteriormente e aumentare il suo successo ci sono alcune finezze e aspetti da migliorare, ma considerando che si tratta del primo SUV del Biscione troppe critiche le troviamo fuori luogo.

 

Photo credits: Matteo Emanuele Piccio per Luuk Magazine



Potrebbe interessarti anche