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Test drive: Jaguar E-Pace

Matteo Giovanni Monti
12 Febbraio 2019

La E-Pace arriva in casa Jaguar ed è subito aria d’innovazione. Attinge stile e anima dalla famiglia Land Rover con la Evoque, grazie alle sue linee spigolose e il posteriore compatto elimina lo stereotipo di auto da vecchio signore, lasciando però inalterato il fascino british e offrendo sempre interni comodi, eleganti e ben curati.

Provata nella versione HSE D240 AWD, dotata di motore turbodiesel e trazione integrale, ne abbiamo apprezzato alcuni aspetti mentre sofferto altri.

Fuori com’è? L’auto ha un’estetica decisamente sportiva con finestrini piccoli e affusolati; al centro troviamo il nuovo logo che, assieme all’ampia mascherina e alle due prese d’aria poste ai lati, offre un frontale per niente scontato e con un certo carattere da vera felina, ulteriormente accentuato poi dai fari LED con forma a J. Nella parte inferiore invece è presente un’abbondante protezione in metallo che, raccordandosi con il paraurti in plastica,  protegge la carrozzeria da eventuali sassi e pietre in caso di marcia in fuoristrada. Lateralmente le linee proseguono piuttosto semplici, salvo per la grintosa nervatura posta a tre quarti, molto bella ma a nostro avviso un po’ in contrasto con le spartane minigonne in plastica. Infine, per quanto riguarda il posteriore, spiccano l’aerodinamico spoiler e le luci di coda LED. Ritroviamo di nuovo anche lo stile del frontale con la piastra protettiva in acciaio e il paraurti in plastica nera, con ai lati i due terminali di scarico cromati. Detto ciò, però abbiamo constatato che il modo in cui si chiudono le linee e quindi tutto il perimetro della carrozzeria ha uno stile che può piacere o non piacere per niente. Se l’idea iniziale era quella di trasmettere più compattezza rispetto alle concorrenti, questa è stata centrata, d’altra parte però è andata un po’ in conflitto con le proporzioni della parte frontale. Siamo sicuri che i più critici abbiano sentenziato con “l’auto davanti sembra lunga ma dietro appare tronca”.

E dentro? La E-Pace offre un ambiente sobrio, figlio della tradizione Jaguar, e molto confortevole; inoltre grazie alla seduta alta tipica da SUV trasmette fin da subito tanta sicurezza. La versione in prova, equipaggiata con il tetto panoramico fisso in vetro, ha ulteriormente “allargato” lo spazio dell’abitacolo regalando molta luce e trasmettendo ariosità agli interni. Passando all’organizzazione degli spazi, dei tasti e delle varie funzioni si ritrova in modo quasi speculare la cugina Evoque, ma anche la sportiva coupé F Type per il volante e soprattutto per le manopole del climatizzatore automatico bizona, nonché per la forma delle bocchette dell’aria.

La scena è poi tutta occupata dal display centrale da 10”, molto facile nell’interazione e nei comandi; da questo come al solito è possibile organizzare la navigazione, ricercare punti d’interesse, stazioni di rifornimento, consultare il meteo e ovviamente gestire anche radio e media personali opportunamente condivisi dal proprio smartphone tramite Bluetooth. Abbiamo notato però che il risultato complessivo è penalizzato dalla sua stessa posizione: lo schermo integrato nella plancia ormai è obsoleto e figlio di un design passato.

A rimediare ci pensano però il contagiri e il tachimetro che, interamente digitali e con colori accesi, trasmettono molta tecnologia, modernità e sono perfettamente allineati con le ultime tendenze delle rivali. Lo spazio in cui sono presenti è poi possibile riorganizzarlo a sua volta privilegiando contenuti su prestazioni, consumi o navigazione.

Come si guida e conclusioni. Fin da subito alla prima curva si percepiscono lo sterzo diretto e la vivacità del motore. Dal punto di vista della meccanica, l’esperienza e la raffinatezza accumulata in questi anni da parte del gruppo Jaguar Land-Rover si fa proprio sentire. Infatti, dice la sua il quattro cilindri 2.0 litri turbodiesel, che la casa chiama Ingenium: grazie ai 240 CV e i 500 Nm di coppia, regala una risposta molto brillante ulteriormente accentuata dalla sovralimentazione a doppio stadio; è risultato prontissimo a bassi regimi e ben disposto anche agli alti. Chiude la marcia poi il cambio automatico ZF a otto rapporti, molto sensibile ed efficace negli innesti a qualunque andatura. La E-Pace è possibile godersela nelle quattro modalità di guida: Normale, Eco, Dynamic, Pioggia-Ghiaccio-Neve. Degne di nota secondo la nostra personale esperienza sono state le ultime due. La prima senza ombra di dubbio per la reattività del motore e il divertimento regalato fra curve e tornanti, la seconda invece per le doti della trazione integrale All Surface Progress Control, offrendo parecchio grip su neve e terreni non asfaltati. Esagerando un po’ tra curve e controcurve dal punto di vista delle sospensioni e dei trasferimenti di carico, abbiamo constatato che la E-Pace non è totalmente allenata, soffre un po’ rollio e beccheggio, a causa forse dei 2.074 kg, ma tutto sommato questo non è un difetto; d’altronde la E-Pace non è e non vuole essere un SUV ad alte prestazioni. Siamo sicuri che il suo successo se lo sia già conquistato e ancora adesso continua.



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