Auto

Test drive: nuova Bentley Continental GT

Matteo Giovanni Monti
25 ottobre 2018

La magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un’automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall’alito esplosivo… un’automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia”.

Così nel 1909, nel “Manifesto del Futurismo”, Filippo Tommaso Marinetti definì il concetto di automobile moderna. Ed esattamente dieci anni dopo, nel 1919 a Cricklewood, nell’area a nordovest di Londra, nacque la Bentley Motors Limited.

Sono passati ormai cento anni, e nel mondo delle quattro ruote è praticamente tutto cambiato. Ad essere invariata però è la filosofia di un marchio come Bentley e la sua capacità di offrire un prodotto pieno di valore aggiunto. A partire dall’ultima generazione (terza, nata nel 2003) di Continental GT. Oggi vi raccontiamo l’esperienza provata a bordo di questa lussuosa e potente coupé, un test drive intenso e concentrato, snodato lungo il Giro dei Quattro Passi nelle Dolomiti.

A prima vista l’auto sembra uscita proprio del periodo futurista: all’esterno appare muscolosa e marmorea, subito a partire dal cofano emergono nervature, spigoli e profili molto solidi, con il muso anteriore dominato dall’enorme griglia a nido d’ape che copre i grossi radiatori e il mostruoso W12 TSI biturbo. I fari dotati dell’ultimissima tecnologia LED Matrix illuminano la strada selettivamente, si presentano in coppia con un motivo interno pieno di sfaccettature che offre lo stesso effetto della luce riflessa attraverso un diamante. Lateralmente poi l’auto si fa ammirare con i grossi cerchi da 21 pollici dal cui mozzo partono le razze che li compongono elegantemente alternate nelle tonalità grigio e grigio scuro, ma anche per le stesse gomme che indossa – nella prova Pirelli P Zero – altrettanto grosse e larghe con 275 all’anteriore e 305 al posteriore. Un nuovo dettaglio non da poco nella parte inferiore portiera, è anche il numero “12” che in modo sobrio avverte la natura ferina del motore. Le linee subiscono poi un ulteriore modellazione che culmina in un rinforzatissimo ed energico arco passaruota, trasmettendo all’auto forza, resistenza e durezza. Infine, rivoluzionario e totalmente cambiato è il lato posteriore. Appare bello filante: c’è infatti la novità del piccolo alettone mobile forse figlio della cugina A7, i grossi scarichi a forma ellittica e i fari. Infine, ecco la B Alata, che se premuta dà accesso al generoso bagagliaio, e la scritta Bentley che come un marchio di fonderia, dichiara la manifattura.

 

Aperta la portiera della nuova Continental GT ed entrati a bordo cosa si prova? Le parole chiave sono lusso, bellezza ed eleganza.

Illuminati da una luce a led, gli interni della Continental GT sono di pelle liscissima, che occupa praticamente tutto l’abitacolo. I sedili anteriori riscaldabili anche se riprendono linee sportive a guscio, sono larghi quanto una poltrona ma più imbottiti, sono regolabili elettronicamente e dotati della doppia funzione memory che permette di salvare la propria configurazione. I posteriori invece, grazie alla grande inclinazione creata tra lo schienale e la seduta stessa, offrono un ottimo comfort, amplificato poi dal bracciolo centrale, equipaggiato con due prese usb. Un dettaglio da non farsi sfuggire: l’impuntura delle cuciture, firma dei mastri artigiani inglesi e il logo Bentley ricamato su tutti i quattro poggiatesta. Il resto della scena è poi occupato dal display touch centrale dal quale si gestisce la navigazione (Google Maps) e tutto l’infotainment accreditato di 1500 watt e 15 altoparlanti by B&O. Ciò che lo rende unico però, è la capacità che ha di ruotare su stesso, il “Rotating Display” si trasforma nello stesso quadro strumenti delle antenate ed include temperatura esterna, bussola e cronometro. Anche la regolazione delle bocchette dell’aria condizionata, offerta dal sensibilissimo climatizzatore automatico bizona, avviene in modo manuale nello stesso modo in cui si “tirava” l’aria dei carburatori. Impugnando poi il volante (riscaldabile) si ha conferma nuovamente della qualità dei materiali scelti: si presenta rotondo con al centro il logo Bentley e nonostante mantenga un taglio classico è completo di tutti i comandi per gestire navigazione, chiamate e media in riproduzione. Tutta la strumentazione e quindi il cruscotto è poi interamente digitale; qui è possibile organizzare il display privilegiando informazioni sui consumi, sulla navigazione o più normalmente mostrare tachimetro (360 km/h di fondo scala) e contagiri. La consolle centrale infine include tutti i pulsanti di regolazione, la rotella per selezionare le quattro modalità di guida Sport, Bentley, Comfort e Custom ed ovviamente il fiero pulsante di accensione.

 

Spingere il tasto start per la prima volta ha creato una certa emozione, il canto di un motore W12 ha tutta una sua voce e tonalità rispetto alle altre motorizzazioni. Sulla carta il biturbo benzina è un motore da supercar, con 6.0 litri di cilindrata, 626 CV e ben 900 Nm tutti scaricati da 1350 a 4500 giri/min. Se appena stuzzicato ruggisce in tutta la sua rabbia, volando da 100 km/h in soli 3,7 s e con velocità massima di 333 km/h. Trattato in questo modo non risparmia consumi segnando una media di 30 l/100 km; se invece si predilige un’andatura più tranquilla e si vuole godere la guida da Gran Turismo, interviene automaticamente la disattivazione dei 6 cilindri così il motore cambia faccia, diventa silenzioso e parco nei consumi registrando circa 12 l/100 km. L’esperienza di guida è poi ulteriormente rimarcata dalla trazione 4×4 permanente, che abbinata al sensibilissimo cambio ZF 8 rapporti a doppia frizione, ha snocciolato le marce una via l’altra sia nei momenti impegnativi come i tornanti a gomito, che nelle lunghe progressioni dei tratti piani e rettilinei. Giunti a questo punto sembra proprio l’auto perfetta: design e carrozzeria unici, comfort e interni di lusso, motore potente ma smart nei consumi. Sembra però esserci un neo: va ammesso che le dimensioni sono da ammiraglia piuttosto che da spider: 4.850 mm lunghezza x 1.966 mm larghezza x 1.405 mm altezza sono tanti. Ma la Continental GT non ci sta! Ha dimostrato una maneggevolezza e guidabilità superiore alle aspettative demolendo quasi del tutto i forti pregiudizi originati dal peso di 2715 kg (liquidi inclusi). Infatti, con l’egregio lavoro svolto dalle sospensioni multilink accoppiate ai molloni a tripla camera capaci di immagazzinare il 60% di aria in più, si è proprio toccata con mano e piedi una guida pressoché perfetta e priva di difetti.

Insomma, forse ci sarebbe molto altro da dire, scrivere e mostrare. Se siete arrivati fino a qui a leggere questo articolo è perché eravate curiosi di conoscere meglio cosa significa guidare una Bentley Continental GT. Ci sono alcune auto che sono come le persone, per capirle fino in fondo vanno provate, bisogna trascorrerci tanto tempo insieme, in situazioni trasversali e facendo cose diverse. Se l’obbiettivo in casa Bentley era creare l’auto definitiva diversa dal resto delle concorrenti, forse ci sono riusciti. È stato proprio facile innamorarsene: sembra offrirti tutto e a differenze delle persone, sembra proprio mantenere la promessa.

 

Photo credits: Matteo Emanuele Piccio per Luuk Magazine


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