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Test drive: nuova Ford Mustang 2.3 EcoBoost

Matteo Giovanni Monti
26 Marzo 2019

Quando si parla del marchio Ford non è così scontato associarvi una sola auto che lo rappresenti. Negli anni ha creato vere icone che hanno lasciato segni indelebili nel panorama automobilistico; tante e diverse vetture come ad esempio le piccole Fiesta e Ka, la famigliare e confortevole Mondeo, le compatte e regine del WRC (World Rally Championship) Escort e Focus, nonché la sportivissima e leggendaria GT40 dominatrice di Le Mans 24h. E infine lei, la muscle car nata nel 1964 con la “m” e la “c” maiuscola, la Mustang.

Oggi dedichiamo questo articolo proprio a lei, provata nella “versione civile europea” con il quattro cilindri EcoBoost 2.3 litri; nonostante alcuni scetticismi iniziali e piccole imperfezioni riscontrate alla guida, si è difesa con onore e coraggio, dichiarandosi una valida alternativa alla classica e un po’ esagerata 5.0 litri V8.

Fuori com’è? È una Mustang, niente di più e niente di meno – la si riconosce lontano un miglio. Il frontale è d’impatto, difficile restare indifferenti; lungo e possente è infatti il cofano che ospita due prese d’aria e si raccorda con l’ampia griglia nera a nido d’ape, ci sono poi l’aggressivo paraurti e i moderni fari Full Led a rafforzarne l’immagine. Lateralmente si notano molto bene la forma allungata tipica da coupè, il tettuccio basso e spiovente, nonché la grande portiera d’ingresso e le ampie ed areodinamiche minigonne. Il posteriore infine conferma la linea muscolosa e la carrozzeria forte dell’auto, grazie al taglio simmetrico dei fari, i doppi scarichi con fondello cromato e l’iconico logo del cavallo in corsa.

E dentro? L’auto è una 2+2 secca: il comfort dietro è molto sacrificato per gli adulti di altezza media e gli stessi attacchi isofix per un eventuale seggiolino non sono dei più facili, tuttavia bisogna essere coraggiosi per portarsi dietro la creatura. Al contrario, invece, le sedute anteriori e l’abitacolo sono spaziosi, la distanza tra i due sedili è ben proporzionata grazie anche al bracciolo centrale e sono avvolgenti e sportivi al punto giusto, offrendo complessivamente un buon livello di confort – un po’ penalizzato però dalla regolazione di tipo manuale, poco precisa e pratica. Si tocca con mano l’intreccio tra tradizione e innovazione: la leva del cambio automatico, ad esempio, ha quasi la stessa forma di uno manuale, vi sono poi dettagli (finti) in moderno carbonio e metallo in stile anni ’70, le stesse bocchette dell’aria mantengono il taglio sportivo e rotondo vintage ma è possibile regolarne la temperatura dallo schermo touch. Questo SYNC 3 come al solito riassume tutte le info di navigazione, supporta Apple CarPlay e Android Auto e permette la riproduzione dai media personali. Ma la grande novità che segna l’inizio di una nuova era per la Mustang, è il nuovo cockpit interamente digitale ad alta risoluzione, sicuramente una scelta ambiziosa dettata per stare al passo coi tempi ma senza ombra di dubbio un tradimento per gli aficionados della pony car. È possibile personalizzarlo in diversi colori, inoltre, in base alla modalità di guida selezionata, cambia aspetto e organizzazione di tachimetro e contagiri trasmettendo una bella dose di tecnologia e modernità.

Come si guida? Se da fuori può suscitare una certa soggezione e timore, accesa e percorso qualche metro la tensione iniziale si smorza. Il potenziale del motore EcoBoost 2.3 litri sovralimentato da 290 CV si percepisce fin da subito; tuttavia abbiamo notato che non è proprio il leone che vuole sembrare: la risposta è graduale e l’acceleratore trasmette confidenza grazie anche al lavoro del cambio automatico. Quest’ultimo da un lato ci ha largamente soddisfatti: in ambito urbano fra traffico, continue frenate e ripartenze si è comportato bene, così come in autostrada, dove ha tenuto bassi regimi ottimizzando i consumi a circa 5.5 l/100 km. Tuttavia, se stressato fra curve e controcurve, fa percepire una certa lentezza e “indecisione” nel fornire il corretto rapporto quando richiesto in fase di entrata o uscita di curva; un limite non grandissimo, ma comunque abbastanza percepibile anche per i meno esperti. L’auto poi – visti gli ingombri e lo stesso taglio da muscle car – giustamente ha dimostrato di non essere fatta per affrontare ripidi passi di montagna e tornanti; si avverte un certo galleggiamento della trazione posteriore unito a un po’ di rollio e beccheggio in fase di frenata; secondo il nostro parere il meglio di sé lo regala durante viaggi a medio lunga percorrenza.

Se comunque la dinamica di guida non è delle più sportive e precise, meritano di essere citate le funzioni Track Apps. Nient’altro che una serie di featureutilizzabili solo in pista – che servono per divertirsi, provare e testare al massimo le performance dell’auto. Vi sono infatti cronometro di accelerazione 0-100 km/h, launch control per partenze a razzo, accelerometro per misurare forza g in curva e infine il sistema line-lock che, bloccando le ruote anteriori, permette il puro slittamento di quelle posteriori regalando fumate da stuntman. Anche le modalità di guida grazie alla combinazione di risposta del cambio e del motore permettono di godersi l’auto in diverse vesti: ci sono le modalità My Mode, Normal, Neve Pioggia, Sport, Circuit e analogamente lo stesso si può fare con lo sterzo, disponibile in Normal, Sport e Comfort.

Conclusioni. La Mustang si è confermata essere il classico tipo di auto che può piacere alla follia ed essere un sogno per alcuni, ma anche al contempo un modello ampiamente criticato e snobbato da altri. Per i nostri gusti il design esterno è ben equilibrato, c’è completa armonia lungo tutti i profili dell’auto e il look “macchina americana” ancora una volta si riconosce fin da subito. Del resto, siamo sicuri che i detrattori la etichetteranno come una palestrata, arrogante e bulla. Per quanto riguarda la guida e il motore siamo rimasti soddisfatti dal comfort delle sospensioni; gli stessi consumi non sono stati esosi; buona anche la maneggevolezza in città (dopo essersi abituati alle misure). Positivo anche tutto il comparto di sicurezza e aiuti alla guida grazie ai sistemi di adaptive cruise control, frenata d’emergenza, controllo della corsia e sterzata attiva che la rendono molto moderna e al passo con le ultime tecnologie.

Tuttavia, ci saremmo aspettati un po’ di grinta in più da parte dal motore, qualche ruggito dagli scarichi non ci sarebbe dispiaciuto; lo stesso cambio automatico, seppur unico e innovativo (è il primo ad aver 10 rapporti), secondo noi ha un po’ depresso l’anima e l’impeto furioso della Mustang.

È evidente che abbiamo di fronte una Mustang di nuova generazione moderna ed aggiornata, come detto all’inizio “civilizzata” per il restrittivo mercato europeo, amica dei consumi e che strizza l’occhiolino alle normative. Indirizzata senza ombra di dubbio a chi ha voglia di togliersi senza troppe spese – circa 40.000€ – un bel capriccio e guidare senza troppo impegno e difficoltà.

 

Ph Credits Matteo Emanuele Piccio



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