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Test drive: nuova Mercedes Classe A

Matteo Giovanni Monti
15 Gennaio 2019

Fin dal suo primo lancio nel 1997 la Classe A è stata un successo planetario: riconoscibilissima per la sua spaziosità, il comfort e l’ampio bagagliaio, si è imposta sul mercato per le grosse vendite e la larga diffusione soprattutto per le mamme, guadagnandosi immediatamente l’etichetta di auto da “record”. Oggi siamo giunti alla quarta versione ed è praticamente tutto cambiato: se prima era considerata una monovolume compatta oggi è una sportiva berlina due volumi. Ma a ventuno anni dalla sua prima versione, si ha già l’impressione che lascerà di nuovo un profondo segno del mondo delle quattro ruote.

Provata nella versione sportiva A200 AMG Line con motore 1.3 litri turbo benzina da 163 CV e cambio automatico 7G, ci ha svelato la sua versatilità e innovative doti tecnologiche.

Fuori com’è? Molto diversa rispetto alla precedente, è cresciuta nelle dimensioni ed è cambiata nelle forme e nei profili – al punto tale che ci si chiede se non sia stata fatta una versione d’intermezzo. In ogni suo angolo trasmette dinamismo e conferma la nuova anima e il rinnovato stile Mercedes già presente su altri modelli.

Frontalmente ha un cofano basso e rivolto verso l’asfalto, è molto aggressiva, a tratti ricorda il muso di uno squalo, non caso in Mercedes lo chiamano Predator Face. Ci sono l’iconica ed ampia mascherina cromata con al centro la stella a tre punte, e le prese d’aria per il radiatore poste ai lati del paraurti come branchie. Più essenziali sono invece i potenti fari Multibeam Led (optional) con profilo interno a L che illuminano la strada selettivamente nel modo più efficace e sicuro.

Lungo la parte inferiore dei fianchi si nota come sia stata accentuata la forma scavata e soprattutto ci si accorge dei +12 cm guadagnati in lunghezza, che trasmettono più snellezza e rendono l’auto meno “compressa” e schiacciata.

Infine, anche il posteriore, a parte gli scarichi, è stato rivisto e ridisegnato. Diverso il punto di attacco fra la coda del tettuccio e la cerniera del portellone, questo appare più liscio e filante. Anche i fari cambiano faccia: sono molto più grandi e massici dei precedenti ed occupano gran parte della carrozzeria e spazio circostante.

Dentro com’è? Un bel salto in avanti rispetto agli standard attuali di vetture; guardando gli interni della nuova Classe A si toccano con mano il salto generazionale e il bagaglio di novità e tecnologia. Se non ci fossero volante e pedali, senza esagerare l’abitacolo potrebbe essere scambiato per quello di un altro veicolo. Infatti, tutta la scena è occupata dal maxi-display digitale lungo 52 cm e composto da due schermi da 10,25”. In linea generale, quello frontale al guidatore funge da cruscotto con tachimetro e contagiri, mentre il secondario da navigatore. In realtà però è possibile esplorare quelli che Mercedes chiama Universi Telematici, nonché scoprire le innumerevoli organizzazioni dei contenuti tra i due schermi, privilegiando panoramiche dettagliate su consumi o performance, nonché sul tragitto impostato con particolare attenzione ai km rimanenti, o in alternativa dedicando tutta la scena ai propri media musicali o stazione radio con immagini dei brani e informazioni dettagliate sull’artista.

È possibile utilizzare l’interfaccia grafica e navigare tra i contenuti direttamente toccando lo schermo, con i comandi a sfioramento sul nuovo volante multimediale oppure utilizzando il nuovo touchpad. In alternativa però c’è anche una grande novità, il sistema MBUX (Mercedes Benz User Experience), nonché un’assistente vocale a 360° al pari di Siri o Google Assistant che, evoluto e dotato di intelligenza artificiale, è in grado di capire quasi qualsiasi comando anche se formulato in maniera non convenzionale, richiamandolo con la formula Hey Mercedes. Qualche ad esempio: “Portami in Piazza Duomo a Milano” “Quanti gradi ci sono fuori?” “Quanti km mancano all’arrivo?” “Ho fame trova un ristorante in zona” “Fa freddo alza la temperatura” “Trova un benzinaio”. Si instaura così un punto di contatto fra uomo e macchina al di sopra dei semplici comandi vocali: un immediato botta e risposta che risparmia sicuramente distrazioni e rende l’utilizzo della tecnologia facile ed efficace.

L’intero abitacolo è poi arricchito delle stesse luci ambient, presenti su Classe E e Classe S in 64 tonalità, dei sedili a guscio AMG regolabili elettronicamente con cinetica attiva, ossia istante per istante si regolano in base all’andatura e il fondo incontrato dall’auto, e infine dal potente e raffinatissimo impianto audio Burmester a 12 altoparlanti.

Come si guida? L’ondata di tecnologia continua anche una volta messa in moto: l’auto infatti riconosce segnali e cartelli stradali e, grazie alle innumerevoli telecamere, offre una realtà aumentata trasmettendo direttamente a schermo le riprese del territorio circostante.

Ovviamente poi si guida con mani e piedi, ma gran parte delle cose può farle lei. Infatti, in ambito extra-urbano facendo la combo di cruise control adattivo, controllo della corsia e sterzata attiva, l’auto in buona sostanza offre un’esperienza di guida autonoma precisa – anche se il sistema non è definito puramente autonomo a livelli di legge; l’auto infatti non appena avverte che non si sta impugnando il volante comunica di rimpugnarlo.

Come introdotto, il motore è un 1.3 litri turbo benzina quattro cilindri: a nostro avviso è stato un bel traguardo “tirargli fuori” 163 CV e 250 Nm di coppia, ai bassi regimi in città; in salita dà il meglio di sé mentre ai medi alti cala l’entusiasmo. Abbiamo notato anche che con la modalità Sport, sfruttando tutti i giri del motore, questo è molto scattante e reattivo nella fase iniziale, mentre agli alti tramonta “svuotandosi” e murando la progressione. Non una pecca ma comunque un limite fisico della stessa piccola cilindrata. Tutto è poi gestito con precisione dal cambio automatico 7G a sette rapporti che si conferma pronto ad ogni situazione, grazie alla consolidata esperienza sulle sorelle più grandi station wagon e berline.

Infine, per quanto riguarda l’assetto la nuova Classe A resta comunque confortevole e non proprio da time attack, ci saremmo aspettati a parità di altezza da terra una maggiore rigidità e uno sterzo più diretto in curva e un po’ meno morbido – d c’è da dire che questa era solo “travestita” da AMG, siamo sicuri che la vera AMG saprà il fatto suo.

Conclusioni. Ancora una volta Mercedes-Benz ha dimostrato le sue capacità e potenza. Non a caso anche quest’anno ha chiuso come leader mondiale del segmento premium registrando record di vendite e unità vendute.

Tornando alla Classe A, che spegne la quarta candelina, si riconferma un’icona nel suo segmento; ma stavolta azzardiamo che ha la forza di conquistare e “rubare” la scena ad avversarie più grandi e costose, grazie all’abbondanza di tecnologia che equipaggia, la qualità delle finiture e degli assemblaggi unita ai gradi di personalizzazione.

 

 

Photo credits: Matteo Emanuele Piccio per Luuk Magazine

 



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