Auto

Test Drive: nuova MINI Clubman One D

Matteo Giovanni Monti
1 maggio 2018

Aprile si è concluso con un’ottima esperienza di guida in compagnia della nuova MINI Clubman versione One D. Un’auto che si distingue per tanto divertimento, performance brillanti derivate da soluzioni ingegneristiche di alto livello, stile non convenzionale, tanto spazio per amici e grande volume di carico. Un test drive completo in ambito urbano ed extraurbano, ci ha permesso di conoscerla a fondo. Siamo rimasti piacevolmente colpiti della prova, venite a scoprirla con noi!

L’ultima MINI Clubman è molto cambiata sia dentro che fuori. Nata ormai più di dieci anni fa, esattamente nel 2007, si distinse per il suo stile unico e stupì il pubblico soprattutto per le simpatiche porticine d’apertura del bagagliaio. Oggi siamo giunti all’ultimo restyling della seconda generazione cominciata nel 2014.

Il design esterno è di famiglia, caratterizzato dalla completa assenza di linee spigolose e dall’abbondanza di superfici rotonde. Considerarla una “mini” (piccola) station wagon secondo noi non è del tutto sbagliato, essendo lunga 4,25 metri e con una forma un po’ allungata. Tutto il perimetro morbido e perfettamente raccordato è integrato con specchietti e maniglie delle portiere.
L’ampio frontale si presenta con due grandi fari, che di giorno sembrano due “occhioni” mentre la notte, grazie alla tecnologia bi-LED, segnalano con grinta la loro presenza. Lateralmente l’auto appare molto sobria con i cerchi in lega da 17” versione Vent Spoke Argent, ma al contempo sportiva per via dell’assetto ribassato e la presenza di sottili minigonne. Posteriormente ritroviamo i grossi fari simili a due gemme e le due portiere del bagagliaio azionabili comodamente dal telecomando, rendendo una MINI “sei porte”.

Entrati a bordo, gli interni confermano lo stile MINI e la grande ricerca dei dettagli del marchio. Sia davanti che dietro pur notando il tanto spazio disponibile, rimane invariato lo stesso assetto e la bassa altezza da terra. Clubman o no, una MINI è sempre una MINI, la storica vocazione da go-kart è rimasta. Nell’abitacolo tutto è stato appositamente disegnato per essere rotondo come le maniglie delle portiere, le casse dell’impianto stereo, le bocchette dell’aria condizionata e tutta la strumentazione sul cruscotto. Centralmente l’iconico oblò cattura subito l’attenzione; se un tempo ospitava tachimetro e contagiri analogici, oggi ha ceduto il posto ad un display touch da 6,5” dal quale è possibile gestire radio, navigazione, telefono nonché tutte le informazioni dello stato della vettura (pressione degli pneumatici, livello dell’olio, stato della manutenzione e molto altro). Lo stesso schermo inoltre, essendo incorniciato da una guida circolare a LED, regala un bell’effetto ambient all’interno dell’abitacolo, personalizzabile circa su una ventina di tonalità. Molto originale ed azzeccata anche la scelta della levetta rossa “start” (keyless) ispirata ai comandi presenti sugli aerei. Degno di nota pure il bracciolo centrale che, oltre ad offrire un discreto vano porta oggetti, permette la ricarica wireless del proprio smartphone e riduce quindi tutte le tentazioni di usarlo mentre si guida. Ulteriori comodità si hanno con i comandi audio del volante multimediale MINI Yours fra cui cruise control, gestione di media e radio, chiamate e molto altro. La Clubman One D ha inoltre sensori audio per il parcheggio (PDC) abbinati alla sagoma dell’auto presente sullo schermo.

La ONE D, stando al catalogo è da considerarsi “entry level”, noi senza accontentarci l’abbiamo valutata ben superiore. Oltre che per gli interni e le dotazioni descritte in precedenza, anche tutta la meccanica si è fatta apprezzare. Il motore (diesel) TWINPOWER TURBO tre cilindri 1.6 litri (BMW) da 116 CV fin dalla prima marcia ha mostrato il suo carattere. Anche il cambio manuale a sei rapporti, caratterizzato da una leva corta e con poca corsa, ha riconfermato l’approccio sportivo del brand rendendo le cambiate molto rapide e veloci, ma non del tutto scorbutiche. Sia in città che in autostrada, il motore si è comportato molto bene, mostrando parsimonia nei consumi segnando tra 5-6 litri/100 km. Diretto e confortevole anche il sistema di sterzo, infatti nelle strette manovre di parcheggio è risultato molto agile e pratico, mentre durante le curve ad alta percorrenza, pur essendo installato su un’auto con trazione anteriore e passo lungo, ha trasmesso stabilità, feeling e sicurezza.

Insomma, non c’è molto altro da dire, le auto per capirle fino in fondo bisogna provarle e passarci insieme del tempo. Noi ci siamo fatti un’idea ben precisa, MINI con la nuova Clubman ha introdotto una nuova concezione d’auto che si inserisce nel tipo C che non ha nulla da invidiare alle colleghe europee. Ha molta personalità e ancora un po’ di stile inglese, infatti è disponibile pure nel verde british. Non si discute tutto il lavoro svolto dalla meccanica di qualità tedesca, figlia di BMW. Il pubblico a cui è destinata, secondo le dimensioni si sposta un po’ più in là con l’età, ma grazie agli interni e alcuni dettagli si conferma di nuovo un’auto giovane, simpatica e sbarazzina e quindi alla portata di tutti.


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