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Test drive: nuova Tesla Model S 100 D

Matteo Giovanni Monti
20 novembre 2018

Nata nel “lontano” 2003 grazie ad un visionario come Elon Musk, la statunitense Tesla Motors continua a tracciare la via verso l’elettrificazione. Oggi rappresenta il non plus ultra nell’offerta delle auto elettriche, risultando la regina del segmento premium in tutta Europa. Un marchio che si fa valere, trasversale nello stile e totalmente diverso dagli altri storici produttori di automobili. Grazie alla Model S 100 D (100 kWh e D dual engine), abbiamo avuto modo di conoscerla meglio, scoprire la filosofia che la anima – con pregi e difetti.

Com’è fuori? Se si considerano le attuali auto in circolazione è immediato constatare la grandissima varietà di design e carrozzerie, al contempo però è anche facile scovare imitazioni reciproche e accorgersi di relativi scopiazzamenti. La Model S però sembra essere abbastanza immune a questa tendenza, va inoltre ammesso che non è proprio la classica auto che non vuole passare inosservata; giustamente a causa della sua rumorosità a zero decibel può capitare che non ci si soffermi più di quel tanto a guardarla ed è facile riconoscere il suo stile pulito e sobrio. Osservando però il frontale privo della griglia per il radiatore, si nota che cofano e fari adattivi Led rendono comunque l’auto filante e le stesse maniglie a scomparsa rimarcano il grande lavoro dedicato all’efficienza aerodinamica. Analizzando invece il posteriore, abbiamo constatato che a causa del taglio da berlina classica e abbastanza brusco, la grinta iniziale si spegne un po’ ma tutto sommato l’auto si chiude comunque in modo elegante. La Model S poi essendo elettrica, non ha tubi di scarico e catalizzatori, in questo modo lo spazio torna utile in un doppio fondo, pratico per riporre i cavi della ricarica assieme agli adattatori. Infine, la carrozzeria offre più agio per borse e bagagli: infatti, dove normalmente è alloggiato il motore a combustione, c’è un secondo vano di discrete dimensioni (stile Porsche) che complessivamente aumenta la capacità totale di carico.

E dentro com’è? Salire per la prima volta a bordo della Model S, è di sicuro impatto. Dentro è molto diversa da tutte le altre; bisogna ammettere che può sembrare piuttosto scarna ed essenziale, a freddo la sensazione provata è stata “manca qualcosa”. Ma di fatto è una mancanza che non rappresenta un difetto, bensì un plus che rappresenta ciò che nell’insieme l’auto vuole davvero trasmettere: completa eliminazione del superfluo abbinata ad alte prestazioni e tecnologia.

Trattandosi di un’auto non proprio low cost, le aspettative del comfort da first class sono state rispettate, i sedili pur avendo un disegno sportivo sono risultati comodi e precisi nella regolazione. Purtroppo però, abbiamo toccato con mano una certa differenza tra la qualità delle sedute e la stessa pelle impiegata nei rivestimenti, a nostro avviso un po’ troppo sottile e poco lussuosa.

Invece ciò che ha davvero stupito è stato il tecnologissimo touch screen da 17”. Trionfante al centro dell’abitacolo, è risultato essere a tutti gli effetti il centro di comando dell’intera auto (non a caso Musk possiede anche SpaceX, agenzia aerospaziale). Dal mega monitor è possibile impostare la navigazione tramite Google Maps™, consultare la propria agenda e calendario, accedere a Chrome, analizzare consumo energetico in tempo reale e autonomia prevista con grafici molto dettagliati, ma anche regolare la temperatura dell’abitacolo e riscaldare i sedili. Sempre dallo stesso schermo, infine, si gestisce anche tutto l’intrattenimento audio, inclusi i media del proprio smartphone e il comodissimo Spotify.

Com’è guidarla? Si sa che le auto elettriche, grazie alla coppia lineare e sempre continua sono caratterizzate da fulminee accelerazioni ed agili scatti. Questo discorso ovviamente vale anche per la Model S 100D, ma va elevato all’ennesima potenza. In soli 4,4s l’auto compie la corsa 0-100 km/h e senza battere ciglio tocca una velocità massima di 250 km/h. Ciò che realmente spaventa dei due motori elettrici però è l’immediatezza nel trasmettere la potenza, soprattutto in fase di sorpasso non ci si aspetta quanto siano letali. Schiacciando a fondo il pedale dell’acceleratore, le ruote non perdono un mm di aderenza: tutta la forza dei 539 CV e 950 Nm di coppia fanno letteralmente balzare in avanti l’auto, regalando un’accelerazione da montagna russa ed una fortissima iniezione di adrenalina.

Nonostante le generose dimensioni 4.978 mm di lunghezza totale e 2108 Kg, in curva sembra di essere proprio su un binario: fare fischiare le gomme Michelin Pilot Super Sport 245/35 ZR21 è stato molto difficile. Grazie alla combinazione di sospensioni pneumatiche, trazione integrale, baricentro basso (generato dal tappeto di batterie) e l’assenza di liquidi in movimento, rollio e scuotimenti laterali sono pressoché assenti. La sensazione che si prova è davvero emozionante, l’auto sembra dirti “non aver paura puoi curvare ancora più forte” – ed è proprio così! Prendendo la giusta confidenza sembra di andare sulle lamine degli sci, e si divorano curve e tornanti.

Ovviamente l’auto è godibile anche ad andature più tranquille. Grazie alla combinazione del cruise control adattivo e sterzata attiva con l’avanzatissimo sistema Autopilot dotato di dodici sensori a ultrasuoni e otto videocamere che scansionano a 360° l’ambiente circostante con un raggio di 250 metri, è possibile godere in completa sicurezza la guida semi autonoma liv. 2 (mani sempre sul volante).

Quanto consuma e la ricarica? Parliamo infine della durata e della ricarica delle batterie. Come introdotto all’inizio, l’auto ha una batteria da 100 kWh e in condizioni ottimali l’autonomia dichiarata ufficialmente dalla casa è di 628 km. Nel nostro test drive articolato fra città, autostrada, tratti in salita e discesa sono stati percorsi complessivamente 470 km: in fin dei conti un traguardo soddisfacente. Per quanto riguarda la ricarica abbiamo apprezzato molto le rapide stazioni Supercharger (30 in Italia) a 120 kW, “le pompe” appositamente create e installate da Tesla, che in un’oretta abbondante hanno ricaricato al 100% le batterie. Va precisato che è anche possibile ricaricarla nel proprio garage usando la rete domestica 220V-3kW, ma ovviamente i tempi aumentano parecchio: sono necessarie infatti 8 ore per fare il 10%. A questo problema Tesla ha risposto permettendo di installare il suo connettore a muro, a patto di aumentare i kW erogati dalla rete stessa.

Conclusioni. Guidare la Model S 100 D è senz’altro un’esperienza emozionante: non percepire alcun rumore e subire l’incredibile potenza dei due motori elettrici regala sensazioni da capogiro; lasciarsi condurre dalla guida semi autonoma e comandare tutto con il maxischermo è davvero qualcosa di futuristico.

Resta però una certa ombra attorno al prezzo complessivo che si aggira (versione provata) intorno ai 110.000€. Tralasciando il record di autonomia del settore, l’offerta tecnologica e la raffinatissima dinamica di guida, bisogna ammettere che per gli interni forse ci si aspettava qualcosa in più. Tuttavia, ci vuole un esame di coscienza: in fin dei conti Tesla produce auto da poco tempo e la stessa esperienza dei designer è sicuramente tutta in divenire. Pretendere di trovare gli stessi interni delle concorrenti più lussuose avrebbe voluto dire non aver minimamente capito cosa significa trovarsi in un’auto elettrica, la sua semplicità costruttiva e la sua filosofia “less is more”. È un’auto che non va scelta per esibire lusso bensì per fare un grande salto con stile nell’era dell’elettrico.

 

Photo credits: Matteo Emanuele Piccio per Luuk Magazine


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