Auto

Test drive: Range Rover Velar

Matteo Giovanni Monti
2 Luglio 2019

Range Rover Velar rappresenta e incarna la nuova idea di SUV. Figlia del gruppo Jaguar Land-Rover, si inserisce fra la Evoque e la Sport e oggi si conferma lo stato dell’arte del SUV che unisce lusso e sportività, rimanendo al contempo fedele al fuoristrada senza tradire l’anima di famiglia 4×4. Vanta infatti soluzioni tecniche avanzate, abbinate ad interni raffinati con tecnologia e infotainment aggiornatissimi. L’abbiamo provata nella versione D240 R-Dynamic HSE con motore turbodiesel da 2.0 litri e 240 CV: venite a scoprirla con noi.

Fuori com’è? Impattante è la parola che meglio riassume il design esteriore della Velar. È un oggetto fuori dalle forme usuali, e più ci si sforza a trovare le somiglianze con le concorrenti e più si conferma la sua unicità. L’anteriore, seppure rotondo e perfettamente raccordato lungo tutto il profilo, trasmette l’effetto della prua di una nave, come se dovesse sfondare o abbattere qualcosa. C’è poi una perfetta armonia tra i gruppi ottici Matrix-Laser LED, l’ampia calandra nera a nido d’ape e le prese d’arie nella parte inferiore. Lateralmente invece si trova la firma e ciò che la contraddistingue dalle rivali: le maniglie a scomparsa che, annegate nella portiera, contribuiscono all’effetto “velo”. L’auto, nonostante le modeste dimensioni – 4.804 mm di lunghezza x 1.930 mm di larghezza x 1.676 mm di altezza –, vanta un Cx di 0.32, il che la rende la Range Rover più aerodinamica di sempre.

Infine, le forme si chiudono in un posteriore che può piacere o non piacere: il baule appare sollevato da terra e molto compatto, con gli intensi fari a Led e la stessa scritta di casa Range Rover presente sul cofano.

E dentro? Dire lussuoso è scontato, al giorno d’oggi sono molte le auto ad avere interni da urlo. Ma quelli di una Range Rover restano sempre inimitabili: non pacchiani né boriosi, ma sobri ed eleganti senza “un capello” fuori posto. La presenza della tecnologia è molto marcata, a partire dal cruscotto con tachimetro e contagiri digitali in alta risoluzione; centralmente poi c’è il sistema Touch Pro Duo, nonché due schermi da 10” dai quali è possibile fare le stesse operazioni oppure diverse – come gestire la radio con uno e programmare la navigazione con l’altro. Il secondo che scende lungo la plancia permette anche di selezionare le diverse modalità di guida dell’auto. Da citare è anche il volante multimediale unico nel suo genere: grazie a pulsanti a pressione e sfioramento appare essenziale e non appesantito come quello delle altre vetture attuali, permette di navigare e visualizzare le informazioni nello schermo alle sue spalle.

Di uguale qualità, se non superiore, è infine il comfort a bordo della Velar: sedili larghi rivestiti in pelle Windsor traforata e riccamente imbottiti accolgono i passeggeri sia davanti che dietro, trasmettendo subito un senso di piacere e comodità. Nella versione da noi provata le poltrone, oltre a poter essere riscaldate e raffreddate, vantano anche ben quattro funzioni massaggianti (ciascuna regolabile nell’intensità): davvero una coccola.

Come si guida? Una volta seduti a bordo, oltre ad essere travolti da tecnologia e comfort, lo spettacolo continua accendendo il motore. La prima cosa che si avverte è l’insonorizzazione rispetto all’esterno: grazie ai materiali isolanti e alla qualità degli assemblaggi si ha come la sensazione che tutto sia ovattato. Fin dai primi metri tutte e tre le dimensioni si avvertono e l’ingombro si sente; ci vuole un po’ per “prendere le misure”, specialmente nel traffico e nelle vie strette. Il motore, come accennato all’inizio, è l’Ingenium quattro cilindri 2.0 litri da 240CV e 500 Nm: risulta essere molto elastico e fruibile grazie all’accoppiamento con il cambio automatico da ZF da otto rapporti; un po’ meno audace però nei consumi, mai scesi al di sotto dei 8l /100km in ambito extraurbano. Se appena stuzzicato reagisce prontamente evitando comunque strappi eccessivi e sbalzi, tuttavia ci aspettavamo che coprisse lo scatto 0-100 km/h con più reattività e in meno secondi. La guida è poi garantita dal prezioso lavoro delle sospensioni pneumatiche elettroniche che, in base alla modalità selezionata e al fondo stradale incontrato, offrono la migliore risposta in termini di aderenza e grip. Chiaramente è difficile immaginarsi quest’auto alle prese con terreni scoscesi, fangosi e privi di asfalto, tuttavia grazie anche al contributo della trazione integrale AWD (all wheel drive) intelligente e il sistema Adaptive Dynamics tutto questo nei limiti del possibile si può fare.

Il meglio di sé – secondo la nostra prova – l’ha dato nei lunghi viaggi grazie ai sistemi di assistenza alla guida come cruise control adattivo, mantenimento della corsia e sterzata attiva; l’esperienza a bordo si è confermata del tutto rilassante e piacevole. Un po’ meno invece in termini di comfort tra curve e tornanti che, se affrontati in modo eccessivamente “allegro”, si fanno sentire; situazione comunque prevedibile viste le dimensioni e la massa di 1836 kg.

Conclusioni. La Range Rover Velar stacca di gran lunga le rivali, soprattutto in termini di design esterno: le linee sono qualcosa di nuovo e fuori dal comune, così come il suo nome. Anche gli interni riflettono ancora una volta l’attenzione al lusso e l’eleganza british del marchio, e garantiscono comfort da prima classe abbinato a tecnologia d’ultimo livello (seppur a tratti un po’ complicata da gestire).

Qualche neo, invece, lo abbiamo riscontrato sul motore che, vista la potenza sulla carta, ci aspettavamo più vigoroso – probabilmente un risultato derivato da una scelta per il contenimento delle emissioni e la riduzione dei consumi. La guida in città non è del tutto consigliabile, ma ci si può adattare: basta fare un po’ di attenzione e farsi aiutare dal completo sistema di telecamere, sensori acustici e di prossimità.

Sicuramente la Velar è un’auto pensata per chi vuole distinguersi e osare con un nuovo concetto di SUV, pur rimanendo in una famiglia blasonata come quella delle Land Rover. È indirizzata sicuramente a un pubblico di età media, sia per le forme non proprio classiche, che per le svariate possibilità di personalizzazioni, molto sportive e grintose. La base di partenza – consultabile sul sito della casa – conferma quanto abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti. Del resto, una Range Rover è sempre una Range Rover!

 

Ph credits: Matteo Emanuele Piccio



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