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Test drive Smart Brabus: esagerata come Ibiza

Francesco Costa
15 settembre 2016

copertina

Si è svolta nella splendida cornice di Ibiza la presentazione alla stampa italiana della nuova Smart Brabus, ossia la versione speciale della piccola citycar allestita dalla famosa azienda tedesca Brabus, specializzata in elaborazioni – motoristiche e non – dei modelli Mercedes e Smart.

Tanti ed incisivi i miglioramenti meccanici ed estetici introdotti sulla nuova citycar: il 3 cilindri turbo da 898 cc ha ricevuto una nuova iniezione di potenza, raggiungendo ora i 109CV a 5750 giri/min, grazie anche all’aumento di pressione del carburante e al miglioramento dell’aspirazione d’aria nel motore. Il nuovo assetto sportivo è caratterizzato da un incremento della rigidità delle sospensioni, da una barra stabilizzatrice anteriore, che ha ulteriormente ridotto il rollio, e da una nuova taratura dell’ESP (il controllo elettronico della stabilità), che migliora notevolmente la stabilità anche in caso di raffiche di vento laterali. Lo sterzo è ora più diretto e preciso, e si adatta automaticamente in funzione della velocità. I cerchi in lega sono da 16 pollici all’anteriore e 17 al posteriore, con pneumatici sportivi di serie. Sportivissimo anche il cambio, utilizzabile sia in modalità sia automatica sia manuale, dotato di doppia frizione a 6 marce con leve al volante e – ciliegina sulla torta – della funzione Race Start, che garantisce la massima accelerazione possibile da vettura ferma.

 

Il risultato di tutto ciò è la Smart più potente e sportiva mai prodotta fin’ora, con una velocità massima di 160 km/h – che diventano 180 per la Forfour – ed un’accelerazione da 0 a 100 in 9,5 secondi.  Non solo sportività, ma anche eleganza ed esclusività: il voltante è in pelle, così come i rivestimenti delle sedute, in pelle e tessuto nero con numerose cuciture decorative. Per chi non si accontenta, poi, il modello Brabus Xclusive offre sedili riscaldabili in nappa traforata /pelle nera, plancia in pelle ecologica e tessuto, oltre che numerosi altri accessori.

 

Ma questa profusione di meccanica e tecnologia, nei fatti, come si traduce su strada? In una parola, divertimento.  La piccola citycar affronta curve e saliscendi con agilità, velocità e grinta, rimanendo al contempo ben piantata a terra, e inserendosi nelle curve con precisione.  Rollio e sottosterzo sono estremamente ridotti. Anche col climatizzatore al massimo il piccolo 3 cilindri non perde troppo smalto. L’assetto rigido penalizza un po’ il comfort ma questo, si sa, è la morale della coperta corta. La potenza non esagerata – unita agli accorgimenti tecnologici – perdona più di un errore, permettendo anche a chi non è un provetto pilota di divertirsi in sicurezza, e strappando più di un sorriso quando viene voglia di pigiare un po’sul gas. Gli interni, come già, detto, sono molto curati, e la Brabus rimane fruibile nell’uso cittadino quanto la Smart classica.

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Molto interessante anche la versione a quattro porte – la ForFour – che non solo regala lo stesso piacere di guida, rimanendo anche più piantata a terra grazie alle maggiori dimensioni, ma consente un’abitabilità e una fruibilità maggiori. E non poteva mancare la versione cabrio per regalare l’emozione del vento tra i capelli.

Ma perché trasferire la più piccola e maneggevole citycar in circolazione sul terreno della sportività e del lusso? Per alcuni tale operazione potrebbe rappresentare un puro esercizio di stile, ma per Smart non è così.

brabus-ushuaia

La casa tedesca strizza l’occhio ad un pubblico amante dello stile, del divertimento e – perché no – dell’esagerazione. Ed ecco quindi applicata alla simpatica e funzionale microcar la filosofia alla base di una supercar: personalità, esclusività e prestazioni. La location dell’evento non è certo casuale: l’Hotel Ushuaia a Playa d’en Bossa, uno dei resort più glamour di Ibiza e teatro delle performance dei migliori DJ di tutto il mondo.  Un’auto esagerata come Ibiza.

Prezzi a partire da € 19900 per la Fortwo, €20650 per la Forfour, € 23650 per la Fortwo Cabrio.

 

Photo credits: Francesco Costa


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