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Test drive: Tesla Model X 100 D

Matteo Giovanni Monti
12 Marzo 2019

In un’epoca in cui tecnologia, ibridazioni e auto totalmente elettriche dettano legge, la statunitense Tesla Motors (nata nel 2003) ancora oggi si conferma leader indiscussa del segmento.

Dopo aver provato la Model S, siamo passati al test drive della Model X, un mastodontico Suv di lusso con ben sei posti a sedere, scenografiche portiere posteriori, trazione integrale, circa 540 CV e un comfort da fare invidia a qualunque rivale.

Fuori com’è? L’auto ha un aspetto decisamente imponente e massiccio: la Model X è lunga 5.052 mm, larga 1.999 mm, alta 1.684 mm e pesa 2389 kg. Fin dal primo sguardo si percepisce di aver di fronte una vettura (a differenza della berlina Model S) fuori dal comune, la si direbbe quasi una navicella spaziale. D’altronde c’è da dire che Mr. Musk possiede anche l’agenzia spaziale Space X; che l’ispirazione sia venuta proprio da lì?

Frontalmente stupisce per l’enorme parabrezza con protezione UV che rompe tutti i record, rendendola l’auto sul mercato con la più grande esposizione alla luce. C’è poi l’ampio e liscissimo cofano privo della griglia per il radiatore con al centro il logo cromato e sottolineato da un bel baffo cromato; infine ben disegnati e puliti sono i fari Led adattivi.

Di lato si nota l’ampia curvatura del tetto panoramico all’interno del quale è alloggiato il meccanismo di apertura e chiusura delle portiere posteriori, le “falcon wings”, davvero uno spettacolo che fa voltare tutti i passanti. Molto aerodinamici risultano i fianchi che, grazie alle maniglie a scomparsa e l’assenza di eccessivi profili scavati, rendono la carrozzeria filante e pulita, il Cx pari a 0,25 lo dimostra.

Infine, il posteriore, come nella berlina Model S, si chiude in modo sobrio ed elegante con l’aggiunta però di un alettoncino di cui non mettiamo in discussione la funzionalità ma piuttosto la scelta di renderlo fisso; a nostro avviso farlo mobile sarebbe stata una scelta originale e divertente in sintonia con la similitudine aerea.

E dentro com’è? Torre di controllo, qui Model X. Non proprio una navicella, ma quasi: la sensazione che si prova seduti sui comodi ed ergonomici sedili in pelle, non è molto diversa; hanno un disegno sportivo ed è possibile regolarli con precisione in qualunque direzione.

L’aspetto della plancia e della consolle centrale è tutto concentrato sul tecnologissimo touch screen da 17”, il centro di comando dell’intera auto: aggiornato alla versione 9.0 è risultato più facile e intuitivo da utilizzare, migliorando l’interazione e l’esperienza. La navigazione offerta da Google Maps™ è praticamente perfetta e integrata con le stazioni di ricarica; dallo schermo si comanda musica, radio e Spotify, agenda e calendario, si può accedere a Chrome (connessi LTE o 4G) e ancora analizzare consumo energetico in tempo reale, autonomia prevista con grafici molto dettagliati, ed infine regolare la temperatura dell’abitacolo e riscaldare i sedili. Inoltre, grande novità è la possibilità di registrare su chiavetta USB o hard disk le riprese della telecamera frontale, che effettua registrazioni della durata di 10 minuti (ma se non scaricate dopo un’ora vengono cancellate).

Come si guida? Una grande sorpresa è stata riprovare l’ebbrezza del motore 100 D, Dual Engine 100 kWh da 538,95 CV e 970.86 Nm di coppia. Un’emozione d’impatto che non ci si aspetta su una vettura simile, che non ha l’aspetto da Suv sportivo ed eppure è in grado di scattare in avanti quasi come una supercar coprendo lo 0-100 km/h in 4,9s e raggiungere la velocità massima di 250 km/h (autolimitata).

Come introdotto all’inizio, l’auto non è una piuma e i suoi stessi ingombri sono al limite della categoria. Nonostante ciò, abbiamo constatato che usando i settaggi sportivi, modificando altezza da terra, risposta del volante e rigidezza delle sospensioni pneumatiche, si è comportata con un’agilità e una maneggevolezza sorprendenti, regalando una discreta dose di adrenalina e divertimento grazie anche ai larghi pneumatici 285/35 – ovviamente l’auto è destinata ad andature un po’ più tranquille e a viaggi in compagnia. Avanzatissimo anche su questa vettura è il comparto di assistenza alla guida: grazie alla combinazione del cruise control adattivo e sterzata attiva con il sistema Autopilot dotato di dodici sensori a ultrasuoni e otto videocamere che scansionano a 360° l’ambiente circostante con un raggio di 250 metri è possibile godere in completa sicurezza la guida semi autonoma liv. 2 (mani sempre sul volante).

Consumi e conclusioni. Per quanto riguarda i consumi, secondo quanto dichiarato dalla casa, in condizioni ottimali di esercizio la Model X 100 D dovrebbe fare 565 km. Noi con un percorso prevalentemente urbano ed extraurbano e autostrada ne abbiamo coperti circa 500, un ottimo risultato senza “l’ansia” da batteria scarica. Abbiamo toccato con mano l’incredibile potenza e rapidità delle stazioni di ricarica Supercharger (30 in Italia) a 120 kW, “le pompe di benzina” che in 40 minuti hanno ricaricato poco meno del 80% delle batterie.

Ancora una volta Tesla ha dimostrato la raffinatezza e l’avanzamento tecnologico nell’era dell’elettrico. Senz’altro ciò che ha stupito maggiormente, oltre che l’avanzata digitalizzazione e l’integrazione software uomo-macchina, è stata la reattività e l’agilità dimostrata in alcune situazioni nonostante – come direbbero gli haters – l’aspetto esteriore goffo e appesantito. La Model X è comunque un oggetto di lusso dalla A alla Z e, insediandosi con forza nel competitivo panorama dei Suv, ha secondo noi conquistato una bella fetta di mercato, quella di chi ha deciso di lasciarsi alle spalle il vecchio concetto di vettura e fare con coraggio un bel salto nel futuro.

Il prezzo stavolta preferiamo non dirvelo e lasciarvi la ricerca sul sito ufficiale, dove è possibile configurarla in ogni dettaglio e versione.

 

Ph Credits Matteo Emanuele Piccio

 



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