Moto

Test ride MV Agusta Brutale 800: come prima più di prima

Alessandro Spada
26 giugno 2018

 

Sono trascorsi 17 anni dal suo debutto, ma l’MV Agusta Brutale rimane un’opera d’arte. Nel 2001, il genio di Massimo Tamburini decise di spogliare dalle carene la F4 riuscendo, ancora una volta, a migliorare ciò che appariva insuperabile: nacque così una delle più belle naked mai costruite, unica in tutto e copiata da molti; ha fatto da “nave scuola” a parecchie case produttrici di moto.

La nuova Brutale 800 2018 è l’ultima evoluzione di questa magnifica creatura, un capolavoro di eleganza sportiva e di eccellenza italiana.

Il design della moto risulta estremamente pulito e tutti gli elementi costruttivi si sposano magnificamente gli uni con gli altri, segno di uno studio meticoloso e quasi maniacale. Una bellezza certamente non fine a sé stessa: non a caso uno dei motti di MV è rendere bello anche ciò che deve essere semplicemente funzionale”. Il telaietto reggisella forato e il terminale di scarico a tre canne d’organo, ad esempio, sono un vero capolavoro di stile e design.

Il faro anteriore ellissoidale è il vero simbolo e segno distintivo della Brutale, come se fosse un marchio di fabbrica. É stato migliorato, affinato ed evoluto nel corso del tempo ma rimane attualissimo e il colpo d’occhio è sempre quello della prima versione del 2001: semplicemente splendido!

Lo “scheletro” della Brutale 800 è un’altra chicca ed è composto, come in origine, da un telaio misto a traliccio in acciaio al cromo molibdeno e piastre posteriori in alluminio accoppiate ad uno splendido forcellone monobraccio.

Le modifiche estetiche sono minime, mentre i cambiamenti più importanti sono sotto pelle – molti dei quali necessari per rientrare nell’omologazione Euro4. Il motore a tre cilindri in linea controrotante di 798 cm3 ha subito numerosi interventi e, infatti, al suo interno, troviamo nuovi elementi come il contralbero, gli alberi a camme, le valvole e un cambio interamente riprogettato. In questa versione “base” il propulsore eroga 110 cv e 83 Nm di coppia massima a 7.600 giri. Il completissimo pacchetto elettronico MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System) ha subito un’approfondita evoluzione e affinamento nelle logiche di funzionamento. Sono disponibili 4 mappe motore (Normal, Rain, Sport e Custom), il controllo di trazione regolabile su 8 livelli di intervento, il cambio elettronico dotato di assistenza sia in innesto che in scalata, l’ABS Bosch 9PLUS con RLM (Rear Wheel Lift-Up Mitigation) e l’acceleratore ride-by-wire.

L’abbiamo provata su strada: eccone pregi e difetti. Appena si sale in sella si percepisce la rigidezza delle sospensioni e la posizione di guida raccolta con il busto inclinato in avanti e ben caricato sui polsi. L’impostazione è decisamente sportiva, ideale per aggredire strade ricche di curve e tornanti di montagna, ma meno indicata per l’uso quotidiano e le lunghe trasferte.

La strumentazione, pur essendo molto completa, risulta non immediata nella lettura e la mancanza dell’indicatore della benzina rende l’uso della moto un po’ vincolato ai distributori di carburante. La ciclistica è praticamente perfetta, la moto risulta molto agile nei cambi di direzione ma anche stabile sul veloce, segno di un bilanciamento ottimale. L’ottimo feeling di guida unito all’avantreno granitico, caratterizzato da una forcella a steli rovesciati Marzocchi, completamente regolabile, permettono staccate degne di una sportiva e ingressi in curva fulminei favoriti anche dall’albero motore controrotante che riduce l’inerzia nei cambi di direzione.

Meno positivo è il funzionamento del monoammortizzatore Sachs che sarebbe perfetto per una sessione in pista ma su strada risulta troppo rigido e fatica a copiare le malformazioni dell’asfalto rendendo la Brutale 800 un po’ nervosa.

Per fortuna anche l’ammortizzatore posteriore è completamente regolabile nelle tarature e quindi, probabilmente, si potrebbe risolvere il problema modificando il set-up.

L’erogazione del propulsore risulta molto fluida e pulita anche se un leggero effetto on-off in riapertura del gas tende a disturbare nella guida più sportiva.

Il “tre pistoni” spinge forte e, pur avendo perso un po’ di coppia ai medi regimi a causa dell’omologazione Euro4, superati i 7.000 giri/min esprime tutta la sua grinta e cattiveria “schizzando” in un attimo a quota 12.000! Il sound di scarico e di aspirazione in piena accelerazione sono particolarmente coinvolgenti e possono causare assuefazione.

Il cambio riprogettato con assistenza elettronica si dimostra uno dei migliori sul mercato. Riesce a coniugare un’ottima dolcezza di intervento nell’uso quotidiano e una velocità di cambiata istantanea agli alti regimi accompagnata da un “godurioso” scoppio allo scarico. In scalata la “poesia” si ripete con il sistema downshift che effettua la doppietta automatica senza la necessità di utilizzare la frizione. In poche parole questo semplice ma ingegnoso sistema ci facilita la vita in ogni situazione e ci fa sentire nella guida sportiva quasi dei piloti del Mondiale.

In sintesi la nuova Brutale 800 2018 è una naked senza compromessi dedicata a persone esperte e amanti delle emozioni forti, ma con una spiccata vocazione allo stile e alla bellezza made in Italy.

Per citare Claudio Castiglioni, patron dell’MV Agusta:Ci sono molte moto belle al mondo ma MV Agusta è un’altra cosa”.


Potrebbe interessarti anche