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The Assassination of Gianni Versace, la famiglia dello stilista contro la serie

Cecilia Dardana
16 gennaio 2018

La famiglia Versace non ha autorizzato né ha avuto alcun coinvolgimento nella serie televisiva dedicata alla morte di Gianni Versace. Dato che Versace non ha autorizzato il libro da cui è parzialmente tratta, e non ha preso parte alla stesura della sceneggiatura, questa serie televisiva deve essere considerata un’opera di finzione”.

È questa la dichiarazione ufficiale rilasciata da Versace, riguardante la serie tv che racconta l’omicidio dell’imperatore della moda, avvenuto 21 anni fa, The Assassination of Gianni Versace. La seconda stagione dell’antologia di Ryan Murphy, American Crime Story, andrà in onda su FoxCrime (canale 116 di Sky) dal 19 gennaio, e sta facendo discutere non poco. A qualche giorno dalla messa in onda, la famiglia dello stilista prende le distanze con una nota che precisa che si tratta di una serie non autorizzata.

La serie di Murphy, infatti, trae ispirazione dal libro Vulgar Favors scritto nel 1999 dalla giornalista Maureen Orth, e si è già fatta una fama impegnativa. Ai casting Penélope Cruz avrebbe battuto Lady Gaga, ed è una Donatella Versace che tutti i massmediologi faticheranno a dimenticare; Ricky Martin interpreta Antonio D’Amico, il fidanzato di Gianni, e Darren Criss è l’assassino Andrew Cunanan (il fashion designer sarà il quinto uomo a cadere nella sua rete).


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