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Tomas Maier chiude Bottega. In arrivo Daniel Lee

Martina D'Amelio
15 giugno 2018

Tomas Maier abbandona dopo ben 17 anni la direzione creativa di Bottega Veneta: la fine di un’era per la Maison italiana nell’orbita del gruppo Kering.

E così, il direttore creativo che ha avuto il merito di rilanciare e trasformare in un marchio celebre a livello globale il brand fondato a a Vicenza da Michele Taddei e Renzo Zengiaro nel 1966, chiude Bottega. Maier è riuscito infatti a dare un imprinting forte, a partire da quell’eleganza formale che ha contraddistinto tutte le sue collezioni e da quel motivo intrecciato che è diventato il simbolo della label.

È soprattutto grazie a Tomas se Bottega Veneta è diventata la casa di moda che è oggi. Gli sono molto grato e lo ringrazio personalmente per il suo lavoro e per l’eccezionale successo che ci aiutato a raggiungere” ha dichiarato il ceo di Kering François-Henri Pinault.

D’altronde, ultimamente Bottega Veneta è nell’occhio del ciclone: nel 2016 l’uscita del ceo Marco Bizzarri, passato a Gucci; e poi i ricavi non proprio floridi (-6,8% nel primo trimestre 2018) se paragonati a quelli degli altri brand luxury di Kering, ovvero i campioni di vendite Gucci e Saint Laurent.

Chi prenderà il suo posto? Il marchio ha nominato Daniel Lee direttore creativo al posto di Maier a partire dall’1 Luglio 2018.

Designer di talento, Lee ha recentemente coperto il ruolo di design director della linea ready-to-wear di Céline. 32enne di nazionalità britannica, si è laureato presso il Central Saint Martins College of Art and Design. Prima di fare il suo ingresso in Céline nel 2012, ha lavorato per Maison Margela, Balenciaga e Donna Karan.

Sono onorato ed entusiasta di poter sviluppare la legacy di Bottega Veneta creata negli ultimi cinque decenni. Non vedo l’ora di fare evolvere ciò che il brand è stato, mantenendone i codici distintivi, l’artigianalità, la qualità e la raffinatezza, contribuendo nel contempo a una nuova e moderna prospettiva” ha dichiarato lo stilista. “L’obiettivo (per il 2018) è offrire freschezza ai clienti esistenti ma anche parlare a clienti più giovani, fornendogli una coinvolgente esperienza omnichannel” diceva la nota di bilancio relativa al 2017. Staremo a vedere.


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